I problemi di peso stanno diventando sempre più diffusa in tutte le fasce della popolazione.

Un recente rapporto stilato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (“Cosi-European Childhood Obesity Surveillance Initiative”) ha rilevato come, in Europa, l’obesità infantile riguardi oltre il 30% dei bambini (1 su 3). Il dato riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 9 anni ed è stato ricavato sui riscontri raccolti in 36 paesi tra il 2015 ed il 2017. Obesità e sovrappeso affliggono purtroppo anche adolescenti ed adulti; di conseguenza, si registra un ricorso sempre più frequente a figure professionali in grado di fornire consulenza e assistenza specializzata in materia di alimentazione. In particolare, chi ha problemi di peso si rivolge ad un dietologo oppure ad un nutrizionista.

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Differenza tra dietologo e nutrizionista

Si tende spesso a pensare, erroneamente, che il dietologo e il nutrizionista siano termini sinonimi e che identifichino lo stesso tipo di specialista. In realtà, non è così. Si tratta di due figure diverse, con alle spalle un percorso formativo differente.

La qualifica di dietologo viene riconosciuto a chi, dopo aver conseguito una laurea in medicina, completa con successo la specializzazione in scienze dell’alimentazione. Nel complesso, quindi, il medico dietologo può esercitare la propria professione dopo un percorso formativo di dieci anni. Completata l’abilitazione, opera nel campo della diagnostica e del trattamento delle malattie e dei disturbi alimentari (come ad esempio il diabete) ed è autorizzato a prescrivere farmaci per sottoporre il paziente a trattamenti specifici.

Il dietista, invece, ha una formazione più breve (tre anni di Scienze dell’alimentazione); ciò ne fa un tecnico sanitario che può fare da consulente per correggere il regime alimentare di un paziente ma, non essendo un dietologo abilitato, non è autorizzato a prescrivere farmaci di alcun tipo. Discorso analogo per il nutrizionista; tale qualifica viene acquisita dopo due anni di studi in Scienze dell’alimentazione ma con un fondamentale distinguo rispetto al dietista: il nutrizionista può esercitare la professione se ha già completato un percorso di studi da dietista, da farmacista o da biologo. In altre parole, è un ‘titolo’ spendibile solo al fianco di un altro: dietista-nutrizionista, biologo-nutrizionista o farmacista-nutrizionista.

Come scegliere lo specialista al quale rivolgersi

In base a quanto sottolineato fin qui, la scelta tra dietologo e nutrizionista è meno semplice di quanto possa apparire. Molto dipende, infatti, dal tipo di disturbo o patologia che il paziente presenta. Per l’esame e il successivo trattamento di problemi di carattere patologico (obesità grave, diabete alimentare) è necessario rivolgersi solo ed esclusivamente ad un dietologo. Di contro, per stati di leggera obesità o sovrappeso, è possibile richiedere il consulto di un dietista-nutrizionista, per l’analisi del regime alimentare e la correzione delle ‘cattive abitudini’.

Come richiedere il consulto di un dietologo o di un dietista

Per richiedere una visita dietologica o un consulto dietistico presso una struttura privata non è necessario presentare l’impegnativa del proprio medico curante ma basta contattare lo specialista al quale ci si vuole rivolgere e fissare un appuntamento. Chi ha bisogno di un dietologo a Bologna, per esempio, può rivolgersi al poliambulatorio Ionoforetica e prenotare la visita anche online.

Qualora il paziente presenti patologie gravi, vi è la possibilità di affidarsi ad una struttura aderente al Servizio Sanitario Nazionale; in tal caso, è necessaria la prescrizione del medico curante.

Come si svolge la visita

Il consulto – salvo i casi più gravi – si svolge in non più di 30 minuti. Lo specialista effettua un’anamnesi, incentrata sulle abitudini alimentari del paziente e sullo stile di vita. Poi effettua alcuni rilievi (altezza, peso, circonferenza del torace e dell’addome) e, al primo controllo, anche la bioimpedenza, per misurare i vari indici corporei. Fatto ciò, è in grado di stilare una tabella alimentare con indicazioni generiche e giornaliere circa gli alimenti da assumere (con le relative quantità) e quelli da evitare.


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