Dopo la morte del macellaio di Srebrenica, Ratko Mladic, ecco la decisione sta facendo discutere da parte della Serbia.
Il governo della Serbia ha annunciato che Ratko Mladic, ex comandante delle forze serbo-bosniache e figura centrale della guerra in Bosnia, riceverà funerali con “tutti gli onori militari e di Stato a cui ha diritto”. A comunicarlo è stato il ministro della Giustizia serbo Nenad Vujic, intervenuto ai microfoni della radio locale K1.

Ratko Mladic: polemiche per la sepoltura
La decisione sta facendo discutere, soprattutto alla luce dei crimini per i quali Mladic era stato condannato dal tribunale delle Nazioni Unite. L’ex generale è morto all’età di 84 anni in un ospedale penitenziario dell’Aia, dove era detenuto dal 2017. Negli ultimi mesi le sue condizioni di salute erano diventate critiche e aveva subito diversi ictus.
Mladic era stato condannato all’ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi durante il conflitto bosniaco degli anni Novanta. Prima della condanna, la famiglia e alcuni funzionari serbi avevano chiesto per lui il rilascio per motivi umanitari. Le richieste erano però state respinte dal Meccanismo per i tribunali penali dell’Aia, secondo cui l’ex comandante riceveva in carcere le cure mediche necessarie.
Il soprannome “macellaio”
La sua carriera militare era iniziata nell’Esercito jugoslavo. Nel 1992 divenne comandante dell’Esercito della Republika Srpska, la struttura militare della leadership serbo-bosniaca. È ritenuto il principale responsabile del massacro di Srebrenica del 1995, considerato il più grave episodio di violenza avvenuto in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale.
Proprio per il ruolo attribuitogli in quella strage, Mladic era stato soprannominato “il Macellaio dei Balcani”. La scelta di riservargli un funerale con tutti gli onori militari e di Stato riporta così al centro del dibattito la sua controversa figura e il peso dei crimini per i quali aveva ricevuto una condanna all’ergastolo.