Storica rivoluzione per i referendum, ora la firma è anche online. L’Assocciazione Luca Coscioni: “Una riforma epocale”.

Svolta nei referendum in Italia, ora vale anche la firma online. Una rivoluzione nel mondo della democrazia diretta che potrebbe avere risultati ed effetti di grande impatto. In questo modo infatti aumenta in maniera considerevole il numero dei firmatari. Molte persone che non si recano fisicamente a firmare possono farlo direttamente da pc o dispositivi mobili.

Referendum, via libera alla firma online

Il via libera alla firma online per i referendum arriva con l’approvazione di un emendamento al decreto semplificazioni. Ma come cambiano le regole? Per firmare online o per aderire ad un referendum votando online basterà avere e usare lo Spid, che ormai fa aprte di molte attività giornaliere. Si tratta di uno strumento di grande importanza e irrinunciabile.

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Montecitorio Parlamento
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Associazione Luca Coscioni: “Riforma epocale”

Ad inaugurare il nuovo sistema è l’Associazione Luca Coscioni, che lavora al referendum sull’eutanasia. Secondo i vertici dell’associazione si tratta di una “riforma epocale, una pratica comune in quasi tutta l’Unione Europea e ora anche in Italia, grazie a una pressione politica che ha trovato un prima vera svolta nel 2019 con il caso Staderini-De Lucia, quando le Nazioni Unite hanno condannato la Repubblica italiana per violazioni del Patto internazionale sui diritti civili e politici, a causa degli ostacoli alla raccolta delle firme sugli strumenti di democrazia diretta

Magi, prendere in considerazione referendum sulla cannabis

La nuova partita dovrebbe essere quella sulla cannabis, come preannunciato da Riccardo Magi: “La riforma che prevede la legalizzazione della coltivazione domestica ad uso personale e la depenalizzazione dei ‘fatti di lieve entità’ associati, da oltre un anno e mezzo è all’esame della commissione giustizia della Camera. Confidiamo nell’opera di mediazione del presidente Perantoni per arrivare al via libera in una delle prime sedute utili di settembre. Se così non fosse, prenderemmo in considerazione anche l’ipotesi di un referendum“.


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