La Lega si divide sul referendum sul taglio dei parlamentari. Salvini lascia ‘carta bianca’ ai suoi, Giorgetti e Centinaio votano No.

Anche la Lega si spacca sul referendum sul taglio dei parlamentari. Nonostante Matteo Salvini abbia detto e ribadito che il partito sarà fedele agli impegni presi, diversi big hanno fatto sapere che voteranno No.

Giorgetti, No al referendum sul taglio dei parlamentari

Anche Giancarlo Giorgetti, figura di spicco della Lega, ha reso noto che voterà No al referendum.

Il 20 e 21 settembre si voterà per le Regionali in alcune parti d’Italia, per i Comuni e anche per il referendum sul taglio dei parlamentari. Non so cosa voterete voi, ma posso dirvi come voterò io. Voterò No, convintamente“, ha dichiarato Giorgetti in un comizio.

“Un semplice taglio dei parlamentari in assenza di altre riforme è improponibile. Il sistema maggioritario, visto che si parla tanto di Europa, ha sempre funzionato benissimo”.

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La Lega si divide

Ora il rischio concreto è che la presa di posizione di Giorgetti possa convincere altri esponenti della Lega a cambiare idea sul voto, preferendo seguire il proprio orientamento piuttosto che la direzione indicata dal leader del partito.

Si tratta di una scelta giustificata dalla decisione di Matteo Salvini di lasciare libertà di scelta ai suoi, così come fatto da Silvio Berlusconi.

E in effetti anche Centinaio ha deciso di scoprire le carte ai microfoni dell’Adnkronos: “Io voterò No. Non ho partecipato a nessuna votazione in Aula, al Senato, per non mettere in imbarazzo i colleghi e il partito. Sono fermamente convinto che questa non sia la riforma giusta della nostra Costituzione“.

La Lega e in generale in Centrodestra sono tutt’altro che compatti. Nella grande coalizione ci sono sentimenti e orientamenti differenti. Resta da capire se l’esito del voto possa in qualche modo avere conseguenze.

Preoccupazioni nel Movimento 5 Stelle

La spaccatura all’interno della Lega preoccupa comprensibilmente il Movimento 5 Stelle che era convinto di avere negli ex alleati di governo dei fedeli alleati, come in effetti si poteva dedurre dalle dichiarazioni di Matteo Salvini. Invece nel corso delle ore si moltiplicano i No dei leghisti che non sono intenzionati a fare un regalo al governo giallorosso.

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