La Regione Lombardia contro il decreto antivirus. “Misure economiche insufficienti”, sottolinea l’assessore Caparini.

MILANO – La Regione Lombardia contro il decreto antivirus. L’approvazione del primo provvedimento sulle misure economiche da parte del Consiglio di ministri non è condiviso dall’assessore Caparini che precisa: “Nella norma non c’è nulla per i lavoratori e le aziende esterne alla zona rossa. Gli stanziamenti a sostegno dei lavoratori autonomi non sono sufficienti a coprire la metà del periodo previsto. E’ stato completamente ignorato il resto della Lombardia. Aspettiamo ora di leggere la versione finale per capire qualcosa in più“.

Green Pass obbligatorio, tutte le regole da rispettare

Le altre Regioni

Un decreto non condiviso in parte anche dal governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che chiede alla maggioranza “un pacchetto di proposte concordato, perché c’è il rischio che si fermi il Paese visto che le tre Regioni colpite sono la parte più produttiva dell’Italia“.

Critiche, anche, da parte dei sindacati piemontesi che chiedono misure urgenti a favore “di tutte le situazioni che hanno interrotto la propria attività” e non solo per “quelle che fanno parte della zona rossa“. Produzione che dovrebbe ripartire, invece, in Friuli Venezia Giulia con il governatore Fedriga che ha annunciato la fine dell’ordinanza e la riapertura di tutte le aziende oltre che delle scuole.

Stefano Bonaccini
Stefano Bonaccini (fonte foto: https://www.facebook.com/stebonaccini/)

L’allarme della Cgia

E’ arrivato anche l’allarme della Cgia sull’economia italiana. L’Ufficio degli Studi ha sottolineato come in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Liguria viene prodotta la metà del Pil nazionale e del gettito fiscale che finisce nelle casse dell’ererario.

Per questo motivo nei prossimi mesi la Pubblica Amministrazione deve risanare i propri debiti oltre che rifinanziare sia la cassa integrazione ordinaria che quella ordinaria. Il Governo, inoltre, deve prevede maggiore credito per le Pmi. Si tratta di misure urgenti per consentire all’Italia di ripartire e salvare parte del Pil che rischia di essere bruciato in queste settimane.

ultimo aggiornamento: 01-03-2020


1 marzo 2002, la Lira smette definitivamente la sua circolazione, dopo due mesi di transizione all’Euro

Trasporti pubblici, Lussemburgo: da oggi gratis, svolta green