In seguito al Referendum per la riforma sulla giustizia, Renzi ha parlato della Meloni e dell’esito delle votazioni.
Dopo la frecciatina a distanza con Mentana, Renzi si è espresso sulla Meloni in seguito all’esito del Referendum. La schiacciante vittoria da parte dei sostenitori del “No” rappresenta inevitabilmente un segnale di natura politica.
Il leader di Italia Viva si è espresso in un’intervista rilasciata di recente. La stoccata nei confronti della Premier, ha avuto inizio nel momento in cui all’ex Premier è stato chiesto cosa rappresentasse per lei questa sconfitta.

Renzi sulla Meloni
Il leader di Italia Viva, in merito alla sconfitta recente, ha parlato così della Premier: “Una batosta innanzitutto sotto il profilo psicologico. Ha fallito su una riforma pensata male e scritta peggio ma ha fallito innanzitutto sul piano della sua credibilità all’interno della coalizione. Adesso dubiteranno tutti di lei, giorno per giorno. Anche perché Meloni ha personalizzato molto più di quanto abbia fatto io dieci anni fa, ma a differenza mia non si è dimessa da nulla. Perché lasciare Palazzo Chigi o lasciare la guida del primo partito italiano richiede coraggio e dignità. E Giorgia Meloni non ha coraggio, ma solo tanta paura“.
Poi, sul voto più di natura politica che di natura tecnica: “Purtroppo sì. Ma del resto il governo ha impedito di modificare il testo in Parlamento e ha raccontato bugie in campagna elettorale. Ma cosa c’entrava Garlasco con questa riforma? E perché fare uno sconto sulle accise solo per venti giorni? Meloni ha trasformato il voto in un voto politico su di lei“.
L’altra critica alla Premier
Qualche risposta più in là, Renzi ha espresso una nuova critica nei confronti della Premier: “Meloni ha perso. E con lei quella classe dirigente imbarazzante fatta dai Tajani, le Bartolozzi, i Delmastro. Quanto al centrosinistra è evidente che non solo fa parte del centrosinistra chi ha votato No, ma c’è anche una parte di riformisti che ha votato Sì, a cominciare da quelli del Pd. Dunque lo spazio politico è enorme“.
L’ex Premier ha così ideato una serie di potenziali priorità: “Bisogna mettere al centro le questioni reali degli italiani, abbandonando le ideologie: come combattere la criminalità, come ridurre le liste d’attesa, come evitare che i ragazzi se ne vadano, come garantire a chi si laurea di avere uno stipendio e non uno stage, come impedire che se fai un figlio scendi sotto la soglia di povertà o se divorzi e hai un figlio rischi di finire a dormire in macchina. Se ci misuriamo su questi temi e facciamo proposte, possiamo vincere. Si è rotto l’incantesimo di Giorgia, ma adesso serve la politica“.