Dopo l’esito del Referendum e lo scossone dimissioni al Governo, ecco Matteo Renzi andare all’attacco della Premier Meloni.
Subito dopo la vittoria del “no” al Referendum sulla Giustizia, Matteo Renzi aveva parlato di una “batosta” dal punto di vista psicologico per il Governo Giorgia Meloni. Il leader di Italia Viva ha rincarato la dose intervenendo a ‘Piazzapulita’ su La7, sottolineando anche le conseguenze delle varie dimissioni arrivate tra gli esponenti di centrodestra in queste ore.

Renzi e il “Paese migliore” dopo le dimissioni nel centrodestra
Intervenuto come ospite a ‘Piazzapulita’ su La7, Matteo Renzi ha parlato del momento politico italiano con la serie di dimissioni che hanno visto, nell’ordine, i vari Delmastro, Bartolozzi, Santanchè e Gasparri lasciare i rispettivi incarichi. Una situazione che sa tanto di scossone per il Governo Meloni dopo il “no” al Referendum Giustizia.
“Un Paese che non ha più nelle istituzioni Gasparri, Delmastro, Santanchè e la Bartolozzi è un Paese migliore dal punto di vista della decenza“, ha detto con fermezza Renzi. “Dopodichè quando si perde un referendum costituzionale in questo modo è una sconfitta netta, l’idea della Meloni di far dimettere gli altri denota mancanza di coraggio”.
La frecciata a Meloni e le mosse della sinistra
Il leader di Italia Viva ha quindi rincarato la dose sulla Premier: “Si è rotto il giochino della narrazione, lei per anni ci ha detto che lei rappresentava il popolo oggi numeri sono questi: Meloni ha la fiducia in Parlamento, Meloni è sfiduciata nel Paese“, ha spiegato Renzi con convinzione.
Sulla possibile rimonta del centrosinistra rispetto al Governo in chiave elezioni, il politico toscano ha detto: “Io parto da un presupposto, penso che oggi sia evidente a tutti che il centrosinistra può vincere, o forse che più correttamente che la Meloni può perdere. Io non credo che accada che la Meloni vada a votare, ma essendoci passato, dico che queste botte fanno male sull’istante ma molto di più dopo”.
In questo senso, secondo Renzi l’opposizione ha solo un modo di agire: “L’altro punto è che il centrosinistra deve trovare argomenti, noi lanceremo le primarie delle idee”. Proprio sul tema primarie per la sinistra, però, i vari potenziali candidati non sembrano convincere del tutto. In questa ottica, oltre ai noti Conte e Schlein, spicca il nome di Silvia Salis, sindaca di Genova, che però si è sempre detta contraria alle primarie.
Sull’argomento, Renzi ha precisato: “Non sono d’accordo, la stimo, ne apprezzo il valoro e la voterei domani mattina alle primarie. Credo però che Silvia sbagli nel dare giudizio negativo sulle primarie che sono l’elemento costitutivo del Pd. Non credo che cambierà idea, ma lei è una persona di grande livello”.