Il report dell’Iss sulla variante Delta: “La maggior parte dei contagi in persone non vaccinate”.

ROMA – E’ stato pubblicato il nuovo report dell’Iss sulla variante Delta. Nel rapporto, citato dall’Adnkronos, è precisato che “la maggior parte dei contagi è stata registrata in persone non vaccinate o che hanno ricevuto la prima dose entro i 14 giorni dalla diagnosi stessa, ovvero prima del tempo necessario a sviluppare una risposta immunitaria completa del vaccino. Nella maggior parte dei casi segnalati nelle ultime due settimane, l’accertamento diagnostico è stato motivato dalla presenza di sintomi o in seguito ad attività di ricerca dei contatti di casi accertati“.

Il calo dei contagi tra i più anziani

Nelle ultime settimane c’è stato un drastico calo tra i più anziani. “A partire dalla seconda metà di febbraio – si precisa nel report – la diminuzione nei soggetti ultraottantenni è stata più marcata grazie al progressivo aumento della copertura vaccinale. Attualmente l’incidenza più elevata si osserva nei soggetti under 60 che hanno una minore copertura vaccinale […]“.

L’incidenza – si legge ancora – mostra un trend simile nelle diverse fasce di età e in diminuzione a partire dal mese di marzo 2021. Il progressivo aumento in queste fasce di età della copertura vaccinale segue l’ordine di priorità anagrafica adottato. Fino all’inizio di febbraio 2021, l’incidenza era più elevata nella fascia di età over 80″.

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Vaccinazioni fondamentali, quindi, per contrastare la variante Delta. Nelle ultime ore le Regioni hanno lanciato l’allarme per i richiami, ma da Roma tranquillizzano. Fonti di governo, citate da La Repubblica, hanno confermato il rispetto delle tempistiche della seconda dose a luglio visto l’arrivo di 14 milioni di dosi (12 di Pfizer e 2 di Moderna).

Numeri che dovevano essere più alti, ma Pfizer ha annunciato un taglio di consegne. Una diminuzione che sembra essere legata all’aumento avuto nelle ultime settimane per accelerazione con le somministrazioni.

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ultimo aggiornamento: 26-06-2021


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