Nel nuovo libro di Bruno Vespa, Giorgia Meloni risponde alla domanda su come fronteggiare il caro bollette.

Nel nuovo libro di Bruno Vespa, la premier Giorgia Meloni si pone al centro di un “botta e risposta” per quanto riguarda la crisi energetica. Come pensa di fronteggiare il caro bollette il nuovo esecutivo? I soldi sono pochi, ma quelli che ci sono saranno usati per coprire il taglio delle bollette per chi è in difficoltà. “Se l’Europa non riuscisse a tagliare l’allineamento del costo del gas da quello dell’energia elettrica, che è fonte di grandi speculazioni, lo faremo noi”.

Bollette
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Tra i primi interventi messi sul tavolo del nuovo esecutivo c’è quello inerente alla crisi energetica. Anche se l’emergenza sul rientro dei medici no vax sembrava aver sorpassato tutti i dossier, Giorgia Meloni sembra tornare a fare luce sui rincari energetici e sul come affrontarli. Molte misure varate dal governo Draghi sono in scadenza e per prolungarle il nuovo premier provvederà con un decreto Aiuti quarter. L’obiettivo è quello di rafforzare le misure per aiutare imprese e famiglie a contrastare il caro bollette.

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Le risposte a Bruno Vespa

Giorgia Meloni rassicura gli italiani che le poche disponibilità rimaste verranno utilizzate per “coprire il taglio delle bollette per chi è in difficoltà”. Nell’ultimo libro di Bruno Vespa, la premier risponde alla domanda su come farà il governo per la legge di bilancio per il 2023 visto che non ci sono soldi. I soldi sono pochi, “ma vogliamo dare qualche segnale, come la tassazione al 15 per cento sugli aumenti di reddito e il passaggio da 65.000 a 100.000 euro della quota di fatturato delle partite Iva tassate anch’esse al 15 per cento”.

Il nuovo presidente del Consiglio si mostra come una vera combattente, pronta a “rompere gli schemi” per riuscire a far davvero qualcosa di concreto. Il suo obiettivo? Quello di essere rieletta fra cinque anni, e ciò potrà essere possibile solo lavorando con dedizione per i propri impegni. “La mia idea di Europa è quella di un’Europa confederale in cui viga il principio di sussidiarietà. Non faccia Bruxelles quello che può fare meglio Roma, non agisca Roma lì dove, da soli, non si è competitivi”.

“Abbiamo avuto un’Europa invasiva nelle piccole cose e assente nelle grandi materie. Non converrebbe lasciare agli Stati nazionali il dibattito sul diametro delle vongole e occuparsi invece a livello comunitario dell’approvvigionamento energetico?”, conclude Meloni.

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ultimo aggiornamento: 02-11-2022


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