Ikea ha deciso di chiudere i negozi in Russia per la guerra: prima che le serrande vengano abbassate, i magazzini sono stati presi d’assalto.

In Russia è andato in scena un vero e proprio assalto ai negozi Ikea. Per quale motivo? Semplice, perché la multinazionale svedese (così come molte altre aziende) ha deciso di chiudere i propri negozi a Mosca e nelle altre città per via della guerra che Vladimir Putin ha deciso di iniziare in Ucraina. E’ così che i cittadini russi, prima di vedere le aziende del celebre mobilificio fai da te abbassate a tempo indefinito, si sono recati in massa a comprare mobili e arredi vari per le proprie abitazioni.

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Ikea chiude in Russia: tutte le aziende che abbaiano le serrande a Mosca per la guerra

Come detto in precedenza, Ikea è solo una delle multinazionali che in risposta alla guerra in Ucraina ha deciso di chiudere i propri negozi in Russia e ance in Bielorussia. Lo stesso ha fatto la nota catena di abbigliamento H&M.

Operaio magazzino
Operaio magazzino

“Sanzioni” simili hanno deciso di adottarle anche alcune case automobilistiche, la Volkswagen ha infatti deciso di di chiudere le proprie fabbriche in Russia e di interrompere quindi la produzione, oltre che le esportazioni, nello stato di Vladimir Putin. Sanzioni, queste, che sono state prese dalle singole aziende e che si unicorno a quelle ben più pesanti adottate dall’Unione Europea, gli Stati Uniti e non solo.

Ikea: donazioni per l’Ucraina

Ikea non ha solo deciso di chiudere i propri negozi in Russia (anche se restano aperti gli store di Mega, la catena che fa sempre parte della galassia Ikea ma che si occupa della distribuzioni di generi alimentari), ma anche comunicato che tramite la propria fondazione ha effettuato una donazione di circa 37 milioni di euro (400 milioni di corone svedesi) per aiutare coloro che, proprio a causa della guerra, sono stati costretti a lasciare le proprie case in Ucraina.

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ultimo aggiornamento: 04-03-2022


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