Russia, inizia la mobilitazione militare forzata nelle regioni ucraine annesse

Russia, inizia la mobilitazione militare forzata nelle regioni ucraine annesse

E’ iniziata la mobilitazione russa forzata nelle regioni ucraine annesse. Diversi uomini fermati e portati all’ufficio del comandante.

La mobilitazione russa forzata è ufficialmente iniziata. Dopo i cosiddetti referendum farsa della Russia, è stata occupata la città di Melitopol, nella regione meridionale di Zaporizhzhia appena annessa. Il primo cittadino dichiara che molti uomini residenti del posto vengono chiamati dai soldati russi e portati nell’Ufficio del comandante. Qui, c’è chi viene trattenuto e chi viene subito rilasciato.

soldati

La dichiarazione di Fedorov

In seguito al discorso del presidente russo Vladimir Putin, si era fatto riferimento alla mobilitazione parziale della Russia. Molti degli uomini della nazione sarebbero stati chiamati per combattere, ma gli stessi hanno deciso di tentare la fuga per non sfiorare a questa possibilità. Chi non ci è riuscito, è diventato parte della mobilitazione iniziata nelle regioni ucraine annesse alla Russia.

Le forze russe hanno iniziato ad agire sulla popolazione locale nel distretto occupato di Melitopol, nella regione meridionale di Zaporizhzhia appena annessa alla Russia dopo i referendum farsa. Il sindaco della città, Ivan Fedorov, ha dichiarato a Unian: “Gli uomini hanno appena iniziato a essere presi per le strade. Abbiamo avuto un gran numero di casi durante il fine settimana in cui i russi si avvicinano semplicemente a uomini di età diverse, con diversa forma fisica e chiedono loro di andare all’ufficio del comandante per essere registrati. Poi qualcuno viene trattenuto per diversi giorni”.

Alcuni uomini vengono immediatamente rilasciati e altri vengono costretti a trattenersi nell’ufficio del comandante. Questo è un chiaro segnale che sia iniziata la mobilitazione, e Fedorov spiega che molti abitanti della città stanno cercando di evacuare dai territori occupati. Al posto di blocco vicino Vasylivka, pare che al mattino c’erano già 4 mila persone che volevano entrare nel territorio ancora controllato dall’Ucraina, ma l’esercito russo non ha permesso loro di uscire.