Sanremo, Salvini telefona a Mahmood: ecco cosa si sono detti

Sanremo 2019, Matteo Salvini telefona a Mahmood: Non deve integrarsi, è nato a Milano. Ultimo? Fossi stato in lui l’avrei presa malissimo…

Matteo Salvini mette la parola fine alle polemiche nate dopo la finale della sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo. O almeno ci prova. Il leader del Carroccio ha infatti deciso di telefonare a Mahmood, il contestatissimo vincitore del Festival finito al centro di una battaglia politica combattuta a suon di dichiarazioni e tweet.

Suzuki a Sanremo 2019

Salvini: Mahmood non si deve integrare, è nato a Milano. La giuria? Senza senso, mancava solo mio cugino…

Come rivelato ai microfoni de la Stampa, Matteo Salvini ha chiamato il cantante e si è congratulato per la sua vittoria al Festival, un risultato importantissimo per ogni cantante. Ma il leader del Carroccio non ha risparmiato critiche a un sistema di voto penalizzante e non propriamente oggettivo.

“È un ragazzo italiano che suo malgrado è stato eletto a simbolo dell’integrazione, ma lui non si deve integrare, è nato a Milano. Lo hanno messo al centro di una storia che non gli appartiene”.

“Una giuria senza senso, mancava solo mio cugino e sarebbe stata completa. Come se mi chiamassero ad attribuire il Leone d’Oro. Sanremo deciso da un salotto radical chic”.

Sanremo 2019, Salvini: Fossi Ultimo l’avrei presa malissimo

Salvini ha poi approfondito il ruolo dei giornalisti della sala stampa: “È giusto, sono lì per quello, valutare le canzoni. Invece il volere della gente che ha pagato per esprimersi è stato stravolto dalla giuria d’onore. Prendiamo Loredana Berté, non so per chi voti ma a me piace. Lo Stato Sociale mi mette allegria“.

Fossi in Ultimo l’avrei presa malissimo. Ma io lo capisco, finisce con l’amaro in bocca, un rigore al novantesimo. E mi dispiace perché una marea di gente scrive che l’han fatto per fare un dispetto a me. E questo non va bene“.

ultimo aggiornamento: 11-02-2019

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