Sea Watch, Salvini scrive al premier Conte: Intervenga l’Olanda

Lettera di Matteo Salvini a Giuseppe Conte per il caso Sea Watch: “E’ necessaria una nuova energica iniziativa di sensibilizzazione”.

ROMA – Non si risolve il caso Sea Watch. La ONG continua a restare al largo dell’isola di Lampedusa in attesa di un porto sicuro dove sbarcare. Per provare a sbloccare la situazione il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha inviato una lettera al premier Conte e al titolare degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, chiedendo “una nuova energica iniziativa di sensibilizzazione nei confronti dell’Olanda, visto che la nave batte bandiera dei Paesi Bassi“.

Giuseppe Conte Matteo Salvini Luigi Di Maio
Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Matteo Salvini

Sea Watch, la lettera di Matteo Salvini al premier Conte

Nella missiva – riportata dall’ANSA – che Matteo Salvini ha inviato al premier Conte si legge: “A fronte della presenza della nave Sea Watch 3 al largo delle nostre coste e della possibile evoluzione della situazione a bordo, ritengo necessario che la perdurante efficacia del provvedimento di divieto di ingresso, transito e sosta della nave nel mare territoriale sia accompagnata da un’energica nuova iniziativa di sensibilizzazione nei confronti dell’autorità dei Paesi Bassi“.

All’Olanda – continua il ministro dell’Interno – spetta un responsabile esercizio dei propri poteri sovrani sulla nave e sulle persone a bordo, nonché sulla conseguente esigenza di porre in essere, prontamente ed efficacemente, ogni azione necessaria, anche sotto il profilo dell’ordine pubblico, affinché sia assicurato il rispetto integrale del complessivo quadro normativo“.

Sea Watch, Matteo Salvini scrive al premier Conte: “La ONG ha tenuto una condotta grave”

Nella lettera il ministro Salvini rivolge delle accuse anche alla Sea Watch: “La ONG ha tenuto una condotta la cui gravità è resta palese dalla ferrea volontà di fare rotta verso l’Italia dopo aver rifiutato l’offerta di sbarcare in un porto libico ma anche dal fatto di essere rimasta ferma davanti a Lampedusa sette giorni pur avendo richiesto sin dall’inizio un porto di sbarco anche al proprio Paese di bandiera che avrebbe potuto raggiungere con una navigazione di durata inferiore. Per questo non appare potersi legittimamente consentire ad alcuno di decidere autonomamente, al di fuori dell’esistente quadro giuridico, dove e come condurre cittadini di paesi terzi“.

ultimo aggiornamento: 21-06-2019

X