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Sinner e i cali di energia: lo studio del DNA e la scoperta
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Sinner, l’esperto ha studiato il suo DNA: cosa ha scoperto

Jannik Sinner durante gli Australian Open 2026

Grazie ad uno studio condotto di recente, è stato possibile risalire all’origine dei cali di energia che affliggono Sinner.

A distanza di mesi dal suo glorioso ritorno, sono state pubblicate delle indiscrezioni piuttosto interessanti riguardanti Sinner. Il numero 1 al mondo nel suo sport di riferimento, il tennis, per poter ricoprire una posizione del genere ha dovuto e deve faticare tanto.

Ma soprattutto, deve ritrovarsi a lavorare costantemente su dettagli e aspetti inosservati agli occhi di molte persone. Per questo motivo, come riporta il Corriere della Sera, il suo staff studia nella maniera più accurata possibile la formula giusta per renderlo fisicamente migliore. Ecco cosa è emerso da questi studi.

Jannik Sinner con il nuovo kit in Australia

La condizione fisica di Sinner

Come specificato dallo stesso atleta, una delle condizioni che lo tormentano maggiormente sono i cosiddetti cali di energia. Da lui ribattezzati come appena riportato, altro non sono che situazioni in cui il corpo è l’unico acerrimo rivale del campione.

A proposito di questi blackout energetici che affliggono il tennista, è intervenuto il coach Simone Vagnozzi, che ha ridimensionato la presunta gravosità di questo problema: “Non gli mettiamo tarli nel cervello: ci sono giorni con alti e bassi, è normale che sia così“.

Tuttavia, un’indagine più approfondita per risolvere questo problema è stata fatta dal professionista Joseph Cannillo, noto per affiancare campioni come Djokovic: “Il mio è un approccio olistico, curiamo le cause profonde dei problemi analizzando vari aspetti: postura, meccanica, biochimica“.

Il lavoro di Cannillo con l’altoatesino

Sinner si è avvalso della consulenza di Cannillo con l’obiettivo di migliorare le proprie prestazioni fisiche: “La consulenza con Sinner ha riguardato un miglioramento mirato a livello energetico attraverso una combinazione tra le evidenze dell’approccio chiropratico e un’integrazione personalizzata“.

Infatti, è stato studiato il DNA dell’altoatesino con tanto di prescrizione di un prodotto apposito. Il quale può essere a sua volta assunto tramite capsule, compresse, liquidi o polvere. Integrazione che, secondo il prof. Cannillo, sta venendo portata avanti in maniera proficua.

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ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2026 12:51

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