Si sente sempre più spesso parlare si sovranità digitale: ecco che cos’è e per quale motivo sono tanti gli Stati che la vogliono.

Sovranità digitale: un termine che giorno dopo giorno stanno entrando sempre più nel linguaggio comune ma anche nel dibattito politico oltre che tecnologico. Ma che cos’è la sovranità digitale? Perché se se sta parlando così tanto e davvero, come sostenuto dal New York Times, potrebbe cambiare in maniera radicale il funzionamento di internet? Cerchiamo di fare chiarezza su questo argomento e di rispondere a tutte le domande.

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Sovranità digitale: la definizione

La sovranità digitale cos’è? Con questo termine si intende il controllo sui propri dati che persone, aziende e Stati intendono mantenere. Lo sviluppo e l’espansione di internet, dei siti, dei social network, dei cloud, hanno implementato il numero di dati, informazioni personali, che aziende sparse in varie parti del mondo: i dati di una persona in Italia possono essere archiviati in server negli Stati Uniti, in Cina, nel Regno Unito o in un’altra parte del mondo.

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Con la sovranità digitale l’intento è quindi quello di far sì che i dati di una persona o di un’azienda restino all’interno dello stesso stato o della stessa area.

Sovranità digitale: le critiche

Ma la sovranità digitale è un bene o un male per le persone o le aziende? Ci sono molte posizioni contrastanti a riguardo. La sovranità digitale è pensata per salvaguardare la privacy degli utenti o delle aziende ma negli Stati in cui al governo ci sono regimi autoritari, la sovranità digitale può facilmente tramutarsi in una forma di controllo dei proprio cittadini.

A tal proposito il centro studi Information Technology and Innovation Foundation (ITIF) ha stilato un rapporto riguardo a stati come Cina e Russia: “I governi autoritari, guidati da Cina e Russia, vedono l’accesso fisico ai data center come un fattore critico di sorveglianza e controllo politico. La localizzazione dei dati consente l’oppressione politica portando le informazioni sotto il controllo del governo e consentendo al governo di identificare e minacciare le persone, incidendo così sulla privacy, sulla protezione dei dati e sulla libertà di espressione”.

Sovranità digitale e sicurezza

Un’altra critica portata al concetto di sovranità digitale riguarda il tema della sicurezza: molti esperti sostengono che una sovranità digitale non porti di per sé a benefici per la privacy degli utenti, questa dipenderebbe infatti più dal modo in cui i dati vengono conservati rispetto al luogo in cui sono conservati.

Ripercussioni in negativo potrebbero averle anche le aziende che, in questo momento, sono abituate a scambiarsi i dati degli utenti utilizzandoli, per esempio, per proporre banner pubblicitari più inclini ai gusti e alle preferenze delle varie persone. Questa limitazioni sono però viste di buon’occhio da molti utenti del web.

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ultimo aggiornamento: 23-06-2022


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