Le retribuzioni medie in Italia crescono del 2,6% secondo Hunters Group. Banking, energia, retail digitale e tech guidano gli aumenti.
Le retribuzioni medie in Italia tornano a salire nel 2026 e il dato che emerge dall’Osservatorio di Hunters Group parla di un incremento del 2,6%. Non si tratta però di una crescita uniforme: a correre di più sono soprattutto i profili con competenze trasversali, quelli capaci di muoversi tra tecnologia, sostenibilità, governance e gestione del business. È qui che le aziende stanno concentrando gli sforzi, anche perché trovare professionisti davvero specializzati è sempre più difficile e offrire stipendi competitivi è diventato uno degli strumenti principali per attrarre e trattenere talenti. Hunters Group collega questa fase anche a una maggiore attenzione verso criteri salariali più trasparenti, in vista della direttiva europea sulla pay transparency, che gli Stati membri devono recepire entro il 7 giugno 2026.

Banking, energia e retail digitale sono i comparti che pagano di più
A guardare i numeri, il settore che resta in cima alla classifica è quello del banking e insurance. Qui il profilo più remunerato è il private banker senior, che può arrivare fino a 250.000 euro lordi annui, mentre un relationship manager con esperienza si colloca in una fascia compresa tra 95.000 e 180.000 euro. Subito dietro si muovono i comparti legati alla transizione energetica e alla sostenibilità: un renewable project manager può toccare i 130.000 euro, mentre un ESG & sustainability manager senior arriva fino a 120.000 euro. Molto forte anche il retail digitale, dove l’e-commerce & omnichannel manager può raggiungere i 140.000 euro. Tra i ruoli apicali più solidi resta poi il CFO, con una retribuzione che oscilla tra 90.000 e 130.000 euro, mentre nell’industria un plant manager senior supera i 90.000 euro.
Le figure più richieste sono anche quelle che stanno rivalutando la propria RAL
Il report segnala poi che i lavoratori più pagati sono spesso anche quelli più ricercati. Nel mondo ICT, digital e nuovi media la domanda cresce del 30%, e tra i profili che beneficiano di più di questa spinta c’è il cloud architect, che nelle fasce più alte può arrivare a 100.000 euro annui. Accanto ai ruoli tecnici, sorprende l’evoluzione di figure considerate un tempo solo di supporto: l’executive assistant senior, oggi sempre più vicino ai processi decisionali del top management, si colloca tra 70.000 e 100.000 euro. Il quadro che ne esce è abbastanza chiaro: nel 2026 il mercato italiano non premia soltanto l’anzianità o il ruolo manageriale, ma soprattutto la capacità di trasformare competenze specialistiche e ibride in un valore concreto per l’azienda.