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Strage di Cadrezzate, il massacro della famiglia Del Grande
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Strage di Cadrezzate, il massacro dei fornai: Elia Del Grande e la famiglia sterminata a fucilate

scena del crimine in un terreno fangoso con segnalini di prove

La storia della strage di Cadrezzate del 7 gennaio 1998: Elia Del Grande, l’uccisione dei genitori e del fratello, il complice, la condanna e le nuove fughe.

La strage di Cadrezzate è una delle pagine più dure della cronaca nera lombarda degli anni Novanta. Nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 1998, in una villetta del Varesotto, vennero uccisi a colpi di fucile Enea Del Grande, la moglie Alida Frosio e il figlio Enrico. La famiglia era molto conosciuta nella zona perché gestiva un’attività di panificazione. Per questo il caso venne presto ribattezzato la “strage dei fornai”.

Il responsabile principale fu individuato nell’altro figlio, Elia Del Grande, allora poco più che ventenne. Il movente emerso nelle ricostruzioni giudiziarie e giornalistiche fu legato ai contrasti familiari per la relazione del giovane con una donna conosciuta a Santo Domingo. I genitori non avrebbero accettato quel legame e il progetto di matrimonio; per Elia, quella opposizione sarebbe diventata l’ostacolo da eliminare.

uomo impugna un fucile
uomo impugna un fucile

La strage di Cadrezzate: la notte dei fucili e la fuga verso la Svizzera

La famiglia venne colpita in casa con un’arma da fuoco. Secondo le prime ricostruzioni dell’epoca, Enrico riuscì ancora a dare l’allarme prima di morire poco dopo in ospedale. Le indagini si concentrarono subito su Elia, unico superstite della famiglia, che nel frattempo aveva lasciato Cadrezzate.

Dopo la strage, il giovane tentò la fuga verso la Svizzera, probabilmente con l’idea di raggiungere l’aeroporto di Lugano. Venne però fermato dalla polizia svizzera. Davanti agli investigatori confessò il triplice omicidio. Nel procedimento emerse anche il ruolo dell’amico Pierangelo Cavalleri, indicato come complice e poi condannato per concorso in omicidio.

La condanna, la semilibertà e le nuove fughe

In primo grado Elia Del Grande venne condannato all’ergastolo. In appello la pena fu ridotta a 30 anni per il riconoscimento del vizio parziale di mente. Dopo circa 25 anni di carcere, uscì dalla detenzione ordinaria, ma rimase sottoposto a misure di sicurezza perché ritenuto ancora socialmente pericoloso.

Il suo nome è tornato nelle cronache nel 2025, quando si è allontanato dalla casa lavoro di Castelfranco Emilia ed è stato catturato dopo tredici giorni proprio nel Varesotto. Nel 2026 è evaso di nuovo, questa volta dalla casa lavoro di Alba, ed è stato arrestato a Varano Borghi, alla guida di un’auto rubata.

La strage di Cadrezzate resta una vicenda familiare devastante: tre vittime, una famiglia cancellata, un figlio diventato assassino dei propri cari e una storia giudiziaria che, anche molti anni dopo la condanna, ha continuato a generare paura e attenzione pubblica.

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ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2026 9:39

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