Le opposizioni chiedono un taglio al cashback per spostare i fondi sui ristori. Cosa potrebbe succedere.

In un momento di instabilità politica e con i numeri decisamente risicati al Senato, la maggioranza di governo deve fare i conti con l’ipotesi del taglio del cashback. Le opposizioni, spalleggiate in questa battaglia da Italia Viva, chiedono di fermare il programma di rimborsi fortemente voluto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per rafforzare i ristori destinati a lavoratori e famiglie che devono fare i conti con la crisi economica e con le restrizioni imposte dal governo per fronteggiare la diffusione del coronavirus.

Come funziona

Partiamo dalle basi. Come funziona il cashback. La versione ordinaria è partita lo scorso 1 gennaio. Il regolamento è come quello del cashback straordinario di Natale, solo che cambiano i tempi. Ha diritto al rimborso chi in sei mesi effettuerà cinquanta operazioni in negozi fisici con sistemi di pagamento elettronici registrati sull’App Io o su applicazioni che aderiscono al programma e consentono di partecipare.

Carta di credito
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Taglio al cashback, cosa succederebbe? Tutte le ipotesi

Il programma di rimborsi, però, potrebbe essere tagliato. Centrodestra e Italia Viva chiedono che i fondi vengano dirottati sui ristori. E numeri alla mano non è improbabile che la richiesta delle opposizioni costringa il governo a fare un passo indietro. Ma cosa succederebbe a quel punto?

Sarebbe incostituzionale azzerare i rimborsi accumulati dagli utenti a partire dal 1 gennaio, quindi la questione cashback non può essere risolta con un colpo di spugna come auspicato forse da qualcuno.

Sarebbe invece legittimo anticipare la scadenza e poi sospendere il programma. Un passo indietro considerevole ma a norma di legge. Quindi plausibile. Ma non semplice. Lo stop sarebbe effettivo solo dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. In termini pratici le operazioni effettuate fino alla pubblicazione del decreto dovrebbero essere rimborsate.

Esiste una terza ipotesi che sembra la più lineare. Proseguire con il programma fino al mese di giugno, come previsto, e poi procedere con la sospensione, quindi senza far ripartire il cashback nel secondo semestre dell’anno.


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