I tifosi morti allo stadio: da Paparelli a Belardinelli passando per Sandri

Calcio e follia: le storie dei tifosi morti allo stadio

Da Giuseppe Plaitano a Daniele Belardinelli passando per Vincenzo Paparelli, Gabriele Sandri e Ciro Esposito. I tifosi morti nel mondo del calcio.

La morte di Daniele Belardinelli, rimasto ucciso dopo gli scontri tra i tifosi dell’Inter e quelli del Napoli, accende la luce dei riflettori sulla follia che accompagna il sadico legame delle morti allo stadio, quelle che nessuno si aspetterebbe, quelle che un paese civile non dovrebbe mai conoscere. E invece, purtroppo, l’Italia ha una lunga e triste tradizione.

Calcio, i tifosi morti allo stadio

La prima vittima illustre della follia del calcio è Giuseppe Plaitano, quarantottenne tifoso della Salernitana. Il 28 aprile del 1963, in occasione della sfida tra Salernitana e Potenza, le tifoserie invadono il campo in seguito a un rigore non concesso dall’arbitro. Nel caos un carabiniere spara un colpo in aria, senza prendere la mira. Il proiettile raggiunge fatalmente Giuseppe, vittima del pallone e di un proiettile vagante.

Fa parte della cultura comune la morte di Vincenzo Paparelli, il cui nome viene ancora ricordato dalle tifoserie. Il 28 ottobre 1979, in occasione di un Roma-Lazio, dalla curva del tifo organizzato giallorosso parte un razzo lanciato ad altezza uomo. Il razzo sorvolerà il campo da gioco raggiungendo gli spalti della Curva Nord, dove si trovano i tifosi della Lazio. Il razzo colpirà in pieno viso Vincenzo Paparelli, morto così ad appena trentatré anni.

Il 30 settembre 1984 è il giorno della morte di Marco Fonghessi, tifoso del Milan di soli ventuno anni. Il ragazzo è stato accoltellato da un altro tifoso rossonero. Si scoprirà che l’assassino avrebbe fatalmente scambiato Marco per un’altra persona.

Il 4 giugno 1989, davanti allo stadio San Siro di Milano, un gruppo di tifosi del Milan accerchiano quattro tifosi della Roma. Uno di questi si accascia al suolo. È Antonio De Falci (18 anni), morto per un infarto dovuto probabilmente allo spavento.

Prima del Genoa-Milan del 29 gennaio 1995, un tifoso del Milan di appena diciotto anni accoltella a morte un sostenitore del Genoa, Vincenzo Spagnolo. Il tifoso del Milan sarebbe stato condannato a quindici anni di carcere.

Nono sono morti allo stadio ma hanno scosso l’opinione pubblica i quattro tifosi della Salernitana morti nell’incendio al treno che li aveva portati a Piacenza. Il rogo era stato appiccato dagli stessi ultrà della Salernitana.

Risale al 2001 la morte di Antonino Currò, colpito da una bomba carta lanciata dalla tifoseria del Catania in occasione di una partita decisamente sentita in casa del Messina.

Gabriele Sandri
Fonte foto: https://www.facebook.com/Fondazione-Gabriele-Sandri

Da Filippo Raciti a Daniele Belardinelli: i tifosi morti negli anni Duemila

È storia recente invece la morte di Filippo Raciti, l’ispettore di Polizia rimasto ucciso in seguito agli scontri tra i tifosi del Catania e le forze dell’ordine fuori dallo stadio Massimino. Correva l’anno 2007. Non si tratta di un tifoso ma rientra di diritto nella storia della follia del nostro calcio.

Continua a far discutere la morte di Gabriele Sandri (11 novembre 2007), il tifoso della Lazio raggiunto da una pallottola sparata da un agente delle polizia stradale. Sandri si trovava in macchina in una stazione di servizio dell’autostrada.

Altra vittima del calcio è Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ferito da un colpo di pistola in occasione degli scontri avvenuti a Roma con la tifoseria della Lazio. Il trentunenne sarebbe morto in ospedale dopo cinquanta giorni di lotta tra la vita e la morte.

Arriviamo al fatidico 26 dicembre 2018, giorno della morte di Daniele Belardinelli, investito da un suv dopo gli scontri tra i tifosi dell’Inter e quelli del Napoli prima della partita. Il trentanovenne è morto in ospedale in seguito alle ferite riportate.

ultimo aggiornamento: 30-12-2018

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