TIM ha annunciato il suo ruolo di anchor investor di UV T-Growth, il fondo di venture capital di United Ventures creato la scorsa estate da United Ventures con l’obiettivo di investire in imprese innovative

United Ventures è il gestore indipendente specializzato nelle tecnologie digitali, fondato da Massimiliano Magrini e Paolo Gesess.

Attraverso TIM Ventures, TIM è al momento l’investitore principale del fondo, con l’intenzione di sostenere le realtà imprenditoriali innovative in Italia e in Europa che affrontano temi quali:il 5G, Intelligenza Artificiale, Cybersecurity, IoT (Internet of Things), Cloud e in generale l’Industry 4.0. Tutti punti di rilievo nella strategia TIM “Beyond Connectivity” presentata per il triennio 2021-2023 per la digitalizzazione del Paese superando il ruolo di semplice fornitore di servizi di telecomunicazioni e aiutando l’Italia a scalare la classifica europea per l’indice di digitalizzazione, al momento uno dei più bassi. 

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TIM all’interno di UV T-Growth per sostenere l’evoluzione dell’ecosistema digitale

UV T-Growth è un fondo che si rivolge alle realtà imprenditoriali innovative che sviluppano tutti gli strumenti principali dell’evoluzione digitale europea: 5G, IoT, Cybersecurity e tutto ciò che appartiene alla Industry 4.0. Il fondo, di cui TIM è il maggior investitore, è aperto a tutti gli investitori interessati ed è gestito da Fabio Pirovano e Damiano Coletti, Growth Partner di United Venuters con esperienza manageriale di oltre 25 anni in ambito internazionale.

“Riteniamo che il lancio di UV T-Growth possa rappresentare una risorsa chiave nello sviluppo dell’ecosistema tecnologico italiano ed europeo, perché copre un gap significativo nell’offerta di Venture Capital per aziende innovative in fase di crescita. – dichiarano Magrini e Gesess“Il fatto poi che rappresenti il ritorno di TIM come investitore di lungo periodo nel Venture Capital rappresenta una forte validazione della crescita dell’ecosistema tecnologico.”

Queste le parole di Massimiliano Magrini e Paolo Gesess riguardo l’ingresso di TIM come investitore, una figura di traino per la digitalizzazione in Italia e quindi una conferma sulla validità del progetto. La presenza di TIM all’interno del fondo va oltre il semplice contributo economico essendo il Gruppo impegnato da anni per la digitalizzazione dell’Italia sia attraverso il rafforzamento della rete e dei servizi che tramite la diffusione di competenze digitali per i cittadini.

L’obiettivo del fondo è quello di raggiungere quota 180 milioni di euro entro il 2022 e attualmente è arrivato a 100 milioni. Il valore medio di investimento si attesta tra i tra 10 e 15 milioni di euro e si rivolge a tutte le realtà imprenditoriali promettenti che sviluppano l’innovazione affrontando tutti i temi cardine dell’ecosistema digitale: l’implementazione delle reti ultrabroadband, il 5G, AI, IoT, Cloud, Data & Analytics, Fintech, SaaS e Gaming, Cybersecurity e tutti i servizi e strumenti utili a supportare la Industry 4.0.

Carlo Tursi, AD di TIM Ventures, sul progetto UV T-Growth: “un altro passo verso la digitalizzazione del Paese”

TIM vede il ruolo di investitore all’interno di UV T-Growth come un ulteriore passo verso la digitalizzazione del paese, sostenendo le realtà in grado di trainare l’innovazione tecnologica e quindi anche influire positivamente sulla vita ordinaria dei cittadini e in maniera più ampia contribuire all’evoluzione delle città verso un modello sempre più sostenibile.

“Crediamo che il venture capital sia lo strumento giusto per accelerare l’innovazione e United Ventures è il partner ideale per accompagnarci in questo cammino – dichiara Carlo Tursi, Amministratore Delegato di TIM Ventures, società del Gruppo TIM coinvolta nel progetto – “L’avvio di UV T-Growth conferma il nostro impegno per lo sviluppo di servizi, applicazioni e tecnologie innovative basate sul 5G e tutte le infrastrutture di rete ultrabroadband. In linea con il piano strategico 2021-2023 di TIM, ‘Beyond Connectivity’, attraverso TIM Ventures faremo la nostra parte per sviluppare tecnologie quali Cloud, Internet of Things, Intelligenza artificiale, Cybersecurity nell’ottica di supportare la crescita dell’intero ecosistema digitale”.

Un progetto dunque che va oltre la semplice innovazione tecnologica, ma si inserisce all’interno di un piano più ampio per TIM presentato all’interno della Strategia 2021-2023 di “Beyond Connectivity” in cui ritroviamo azioni rivolte a tutti, dai cittadini, all’industria e alla Pubblica Amministrazione fino ad arrivare al contesto urbano e alle città che stanno diventando sempre più smart.

Verso un futuro smart con il progetto TIM “Smart District”

Da anni TIM sostiene la digitalizzazione del Paese, riconoscendo negli strumenti digitali un valido alleato per costruire un futuro sostenibile. Da questa volontà nasce il progetto “Smart District”, all’interno della strategia “Beyond Connectivity” presentata all’inizio dell’anno da TIM per il periodo 2021-2023.

L’innovazione tecnologica oltre a facilitare la vita dei cittadini e dare vita a Smart City in grado di facilitare tutte le operazioni quotidiane del tessuto urbano e ridurre l’impatto ambientale, può contribuire in modo rilevante anche nell’industria e nel settore agroalimentare ottimizzando le risorse. Motivo per cui TIM ha inserito il progetto all’interno della sua più ampia strategia per l’innovazione del Paese.

Il progetto Smart District prevede innanzitutto un rafforzamento delle infrastrutture di rete per fornire l’accesso ottimale attraverso l’impiego delle tecnologie FTTC/FTTH, FWA, 5G e satellite. Così da fornire servizi sempre più performanti e sicuri per le aziende e migliorare la loro competitività, affiancando all’offerta di rete servizi quali cloud, attraverso Noovle in partnership con Google Cloud; servizi IoT verticali grazie alla collaborazione con Olivetti; soluzioni di cybersecurity offerte da Telsy per la protezione dei dati e infine servizi internazionali di Sparkle per connettere le sedi delle aziende, i partner e i clienti all’estero.


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