Nella giornata di ieri è stato ritrovato il corpo privo di vita del 64enne che ha adescato il giovane Daniele: pare si tratti di suicidio.

Il 64enne responsabile del suicidio di Daniele, di 24 anni, è stato ritrovato privo di vita nella sua casa di Forlimpopoli. L’uomo era finito al servizio televisivo Le Iene per aver adescato e ingannato un 24enne, fingendosi una ragazza. Nonostante durante il servizio il suo volto fosse oscurato, in tanti lo avevano riconosciuto.

Durante il servizio, un inviato lo aveva intervistato in pieno centro del paese, chiedendogli per quale motivo si facesse chiamare Irene e chiedendogli conferma del fatto che avesse una relazione online con Daniele, il 24enne di Forlimpopoli.

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Il suicidio

La vicenda risale allo scorso anno, nel settembre del 2021, quando Daniele decise di togliersi la vita proprio a causa di questa relazione. Ad oggi, anche il 64enne che si faceva chiamare Irene è stato trovato morto. Stando a quanto emerso dalle prime ricostruzioni della vicenda fornite dagli inquirenti, si tratterebbe di un caso di suicidio.

Ad allertare le autorità competenti è stata la stessa madre dell’uomo, un’anziana, che alle sette del mattino, dopo averlo trovato stramazzante, ha provato a rianimarlo senza però riuscirci. Nell’abitazione del 64enne, in via De Gaspari, situata a pochi metri dalla basilica di San Ruffillo, sono arrivati i carabinieri di Forlimpopoli coordinati dai colleghi di Meldola del nucleo operativo-radiomobile.

Polizia

In tantissimi in paese avevano riconosciuto il 64enne come autore della beffa online ai danni di Daniele. In un primo momento, l’uomo era stato accusato di morte in conseguenza di un altro reato. Successivamente, la Procura aveva richiesto l’archiviazione del caso, che si sarebbe dovuta discutere in Tribunale, a discrezione di un giudice.

Così sull’uomo pendeva ancora un decreto penale di condanna per sostituzione di persona, secondo cui avrebbe dovuto pagare una sanzione di 852 euro. In tutta questa situazione, il padre di Daniele aveva amaramente dichiarato: “Mio figlio non vale 852 euro”. Da parte sua, l’uomo aveva richiesto che venisse inflitta una pena più severa al 64enne colpevole del reato online. Si era anche rivolto alla neo premier Giorgia Meloni, chiedendole che stabilisse pene più severe per chi compie reati online. Ad oggi, il caso sembra essere chiuso, in seguito alla morte del 64enne.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

giallo

ultimo aggiornamento: 07-11-2022


Caso Angelo Vassallo, 12 anni dall’omicidio

Aereo precipita nel lago: salgono a 19 i morti