L’Unione europea mette nel mirino la politica di Luigi Di Maio e avverte: “Pagare i contributi è un obbligo, il resto sarebbe una violazione che comporterebbe penalità”.

Prosegue il duello a distanza tra il governo italiano e l’Unione europea, un confronto che si è infiammato in occasione del caso Diciotti, quando l’Europa non ha risposto alle richieste d’aiuto dell’Italia costringendola a trovare soluzioni alternative per la ridistribuzione dei migranti. Il faccia a faccia si è poi ulteriormente complicato dopo l’incontro tra Salvini e Orbàn e dopo le dichiarazioni del ministro Luigi Di Maio, il quale si è detto pronto a portare avanti il programma di governo pentastellato anche correndo il rischio di non rispettare i parametri europei. Ultimo ma non ultimo, Di Maio ha anche fatto sapere di non essere intenzionato a pagare il contributo all’Ue.

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Oettinger: “La violazione dei trattati comporterebbe una penalità”

La nuova bacchettata europea all’Italia arriva dal commissario Oettinger, intervenuto ai microfoni del Die Welt: “Tutti gli stati dell’Ue si sono assunti l’obbligo di pagare i contributi nei tempi stabiliti. Tutto il resto sarebbe una violazione dei trattati che comporterebbe penalità. L’Italia ha conquistato il nostro appoggio nell’affrontare la crisi migratoria e le sue conseguenze, posso solo mettere in guardia Roma dal mischiare la questione migratoria con il bilancio Ue“.

Luigi Di Maio
Fonte foto: https://www.facebook.com/Trading.Finanza/?tn-str=k*F

Ue, nel mirino la politica di Luigi Di Maio

Nel mirino dell’Ue ci sono quindi le intenzioni di Luigi Di Maio, arrivato a dire di essere intenzionato anche a tagliare i fondi all’Unione europea, un’ipotesi che non ha trovato grandi appigli neanche tra gli alleati di governo.

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ultimo aggiornamento: 29-08-2018


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