Il M5S cerca nuove sponde di coalizioni dato che sono stati cacciati dal campo largo dei dem.

Giuseppe Conte ha dichiarato che si candiderà con il M5S ma il punto è che i grillini ora, soprattutto dopo la crisi di governo scatenata da loro, non sono ben visti dai partiti né a destra né a sinistra. Il Pd è stato netto, anche con svariati ultimatum e ha dichiarato che se avessero provocato uno strappo al governo Draghi sarebbe stata la fine della coalizione giallorossa. Ora sono fuori dal campo largo di Letta ma non sono ben accetti neanche negli altri partiti di sinistra, anzi sono odiati al centro di Calenda e anche di Renzi che hanno sempre rifiutato una coalizione con il Pd a causa della presenza del M5s.

Dopo questa legislatura in cui si sono alleati con tutti, i grillini sono rimasti soli e isolati quantomeno in Parlamento. Ma il M5s gode ancora di un certo tipo di consenso soprattutto tra i partiti e i movimenti di lotta più che di governo ed è proprio da lì che arriva la chiamata ad una coalizione. Di recente, Rifondazione comunista ha approvato un documento che “mette a disposizione tutte le sue energie militanti per rendere possibile la costruzione di una coalizione di alternativa contro la guerra per un governo popolare con un programma sociale e ecologico, per la democrazia e l’attuazione della Costituzione“.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

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Unione popolare anti-draghiana: 5 stelle, Prc e Potere al Popolo

Si tratta di un partito ormai molto piccolo e marginale con un consenso molto basso che agisce solo in minima parte sul territorio. Un appello “alle formazioni che si dicono di sinistra e ambientaliste e che si sono dichiarate all’opposizione del governo Draghi”, ovvero Sinistra Italiana e Verdi, che però sono schierate nella coalizione con il Pd e forse anche questa parte potrebbe abbandonare Letta. Cosi come “il Movimento 5 Stelle che si trova a un bivio dopo una legislatura che ha deluso le speranze di cambiamento e rottura che aveva rappresentato per milioni di persone”, scrivono.

Questa mobilitazione arriva dal fondatore di Unione popolare Luigi de Magistriis, ex sindaco di Napoli. L’idea di Unione popolare con Rifondazione comunista e Potere al Popolo, è un’idea di unire tutti i partiti estremisti di sinistra in un’unica coalizione e raccogliere il consenso popolare, dal basso proprio come si era prefisso Melenchon nel suo esperimento per opporsi alla destra di Le Pen e al centro di Macron. De Magistris è molto vicino al M5S anche da prima che nascesse il Movimento e la sua intenzione ora è riprendere le sorti dei grillini.

L’obiettivo di De Magistris e della sua Unione popolare è una coalizione che si opponga all’agenda Draghi di cui ovviamente vuole che faccia parte anche Conte e i suoi pentastellati “per un governo popolare per la pace, per la giustizia sociale e ambientale”.

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ultimo aggiornamento: 23-07-2022


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