Vaccino Covid, in Norvegia 23 decessi tra anziani e persone fragili. Pfizer: “Dati non allarmanti”. Accertamenti in corso.

OSLO (NORVEGIA) – E’ allarme in Norvegia per i decessi di 23 persone tra anziani e cittadini fragili. Secondo quanto ipotizzato dalle autorità locali, le morti sarebbero riconducibili al vaccino contro il Covid.

Norvegia, almeno 23 decessi riconducibili al vaccino contro il Covid

I decessi riguardano principalmente persone anziane o soggetti fragili, quelli considerati più a rischio e che quindi vengono vaccinati con priorità rispetto al resto della popolazione. In Italia ad esempio gli over 80 sono vaccinati subito dopo i medici e in alcune regioni come ad esempio il Lazio le prime somministrazioni sono già state effettuate.

Nessuna preoccupazione da parte di Pfizer. L’azienda in una nota ha parlato di “reazioni comuni ai vaccini con mRNA, come febbre e nausea, potrebbero aver contribuito ad un esito fatale in alcuni pazienti fragili e anziani“. Sono in corso tutti gli accertamenti per verificare quanto successo.

Pfizer sottolinea comunque che i numeri non sono allarmanti ma restano in linea con le previsioni.

Pfizer rallenta la consegna dei vaccini

In attesa di capire meglio i motivi di questi decessi, la campagna di vaccinazione continua in Europa. Una corsa che potrebbe avere una piccola frenata nella settimana dal 18 al 24 gennaio per una consegna delle dosi in numero minore rispetto ai giorni precedenti.

Ad annunciare i piccoli ritardi è stata la stessa casa farmaceutica. Si dovrebbe trattare solo di una settimana. Dal 25, almeno secondo quanto riferito dall’azienda, la macchina dovrebbe riprendere a girare a pieno ritmo per due o tre settimane. Dal 15 febbraio si prevede un aumento delle dosi settimanali. Un numero maggiore che potrebbe facilitare l’entrata nella campagna di vaccinazione di massa. L’Italia è pronta con la somministrazione agli over 80 e le persone fragili.

Vaccino
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A Forlì andate perse 800 dosi di Moderna per un guasto

A Forlì 800 dosi del vaccino di Moderna sono andate perse per un guasto al congelatore. L’episodio, avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 gennaio, è stato comunicato dall’azienda sanitaria sono diverse ore dopo.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, la mancata messa in sicurezza delle fiale dopo il problema potrebbe essere un errore umano. La Procura di Forlì ha aperto un’indagine per accertare meglio quanto successo. I Nas hanno sequestrato le dosi. Sono in corso anche degli approfondimenti interni.


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