Il presidente ucraino è disposto ad un accordo per tornare alla situazione prima dell’invasione.

Zelensky è intervenuto al think tank britannico, il Chatham House, dove ha aperto la possibilità ad un accordo con la Russia. Il presidente ucraino parla di un ritorno ad una situazione pre invasione russa, quindi senza la Crimea. Inoltre, Zelensky si sofferma su ciò che sta accadendo a Mariupol e all’assedio dell’acciaieria Azovstal. “Non è un’operazione militare, questa è una tortura” annuncia disperato.

Il presidente accusa l’esercito russo di aver avuto un “atteggiamento bestiale” perché più volte i soldati russi hanno bloccato i corridoi umanitari e hanno lasciato morire di fame e sete i civili rinchiusi nella città e nell’acciaieria. Poi accusa la propaganda e l’odio anti-ucraino alimentato e fomentato in queste operazioni trattando in un modo disumano i civili ucraini.

Tanta disumanità e crudeltà, è il modo in cui l’esercito russo tratta le persone. La morte non viene causata dalla guerra. Qui le persone sono state torturate a morte. Questo è terrorismo e odio. Mariupol è stata devastata, l’intera città è distrutta” dichiara il presidente Zelensky scagliando la sua ira sulle azioni commesse dai russi nella città martire del conflitto.

Volodymyr Zelensky
Volodymyr Zelensky

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Zelensky: “Non tutti i ponti sono stati distrutti”

Inoltre il presidente ucraino sottolinea che la Russia non si ritiene responsabile per questi crimini di guerra per via della loro potenza data dall’arsenale nucleare. Una propaganda basata sull’odio che ha fomentato a tal punto da commettere tutto ciò. Questo va addirittura oltre la guerra e i suoi effetti.

Ma non tutte le porte sono chiuse per Zelensky riguardo ad un possibile accordo. Kiev dichiara la possibilità di negoziati nel momento in cui le truppe si ritirano dal suolo ucraino. “Questo è un prerequisito per i colloqui, solo in quell situazione potremmo iniziare a discutere normalmente” dice Zelensky. La situazione in questione è quella pre-invasione, necessaria per Kiev per ritornare a parlare civilmente.

Secondo quanto emerge dalle parole del presidente ucraino quindi, sarebbe disposto a lasciar perdere la Crimea. La regione era stata annessa nel 2014 alla Russia e quindi all’alba dell’invasione del 24 febbraio di quest’anno, faceva parte già della Russia. Le intenzioni di Zelensky sono chiare e fa ben sperare che “non tutti i ponti sono ancora distrutti” a livello diplomatico.

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Guerra in Ucraina

ultimo aggiornamento: 07-05-2022


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