Scambio di accuse tra Milano e Roma sull’istituzione della zona Rossa in Lombardia: e il Tg3 mostra in esclusiva la mail della Regione all’Iss.

Prosegue lo scontro tra Milano e Roma sull’istituzione della Zona Rossa in Lombardia alla luce di dati o di calcoli evidentemente errati. Il fatto che ci sia stato un errore è evidente ed è confermato dal fatto che la Lombardia sia rimasta in zona Rossa una sola settimana, e non due come dispone l’ordinanza del Ministro della Salute Roberto Speranza. Quindi nella giornata di domenica 24 gennaio, alla luce dei dati del monitoraggio di venerdì 22 gennaio, la Lombardia è passata in zona Arancione.

Tutto risolto? Neanche per sogno. Perché ora si vuole capire chi abbia sbagliato e per colpa di chi la Regione abbia trascorso sette giorni nell’area a maggior rischio epidemiologico. E non è una questione di principio, è una questione anche economica. Sette giorni in zona rossa sono un duro colpo per la Regione. E un conto è farli per necessità, un conto è farli per errore di qualcuno.

Roberto Speranza
Roberto Speranza

Lo scambio di accuse

Le versioni dei fatti ovviamente sono due. Una è quella della Lombardia, secondo cui la Regione non ha commesso alcun errore di calcolo, e una è quella che arriva da Roma, quindi dal Ministero, secondo cui la Lombardia ha rivisto i dati e chiesto una nuova analisi della situazione epidemiologica.

Attilio Fontana
Attilio Fontana

Lombardia in Zona Rossa, la mail della Regione all’Iss

Nella serata del 24 gennaio un contributo considerevole alla discussione arriva dal Tg3, che ha mostrato in esclusiva l’immagine della mail inviata dalla Regione Lombardia all’Istituto Superiore di Sanità.

Con la presente […] si richiede che venga eseguito un calcolo dell’indice RtSintomi recependo le modifiche definite a livello tecnico relative al conteggio dei pazienti guariti e deceduti“. La mail porta la firma di Trivelli ed è indirizzata al presidente dell’Iss Silvio Brusaferro.

Di seguito il servizio del Tg3.

Le mail chiave in questa vicenda sono tre, stando a quanto ricostruito da la Repubblica. In data 7 gennaio l’Iss segnala alla Regione Lombardia anomalie nei dati. L’appello cade nel vuoto. Speranza, alla luce dei dati del monitoraggio settimanale, con nuova ordinanza dispone che la Lombardia passi in zona Rossa. A quel punto il 19 dicembre, con la regione già in zona Rossa, l’assessorato chiede all’Iss di procedere con un nuovo calcolo dell’indice Rt. La mail mostrata dal Tg3. Il 22 gennaio, giorno del monitoraggio, Marco Trivelli, capo del dipartimento del Welfare, scrive all’Iss e al Ministero della Salute chiedendo che venga ricalcolato l’indice Rt. Non spetta a noi dire chi abbia sbagliato, ma possiamo dire che la Regione Lombardia ha chiesto il ricalcolo in base a numeri diversi da quelli comunicati in un primo momento. Almeno così si evince dal testo delle comunicazioni.

Le prime ricostruzioni della vicenda

Secondo una prima ricostruzione emersa nelle ore calde dello scontro sull’asse Roma-Milano, sembrava che nel conteggio dei positivi della Lombardia ci fossero anche i soggetti che avevano contratto il virus, e che quindi entravano nella conta dei contagiati, e che trascorrevano tutto il periodo di isolamento senza sintomo alcuno e concludevano la mattia senza doppio test. Persone negativizzate ma che dal punto di vista burocratico e statistico non uscivano dal conto dei positivi. Bene chiarire che siamo di fronte ad un’ipotesi e ad una ipotetica ricostruzione di quanto accaduto.

TAG:
primo piano

ultimo aggiornamento: 25-01-2021


Crisi di governo, Di Maio: “Soluzione entro pochi giorni o si va verso il voto”

Zingaretti, “Il Pd non vuole le elezioni, avanti con Conte”. Nessun veto da Iv. Ma ora rischia Bonafede