Il reato di associazione, noto anche come legge Rognoni-La Torre, è stato introdotto con la legge n. 646 del 13 settembre 1982.

La legge Rognoni-La Torre ha introdotto nel codice penale italiano il reato di associazione di tipo mafioso. La legge è la numero 646 del 13 settembre 1982.

La legge Rognoni-La Torre

L’articolo 1 della norma, introdusse l’articolo 416bis che delinea la fattispecie del reato dell’associazione di tipo mafioso, descrivendone le condizioni ricorrenti: “quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri.”.

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Il contrasto alla mafia

Il testo normativo traeva origine da una proposta di legge presentata alla Camera dei deputati il 31 marzo 1980, che aveva come primo firmatario Pio La Torre (ucciso da Cosa Nostra il 30 aprile del 1982), alla quale si aggiunsero le proposte di Virginio Rognoni ed alla cui formulazione tecnica collaborarono anche i magistrati italiani, all’epoca in servizio presso la Procura della Repubblica di Palermo, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Il tribunale competente, anche d’ufficio, può ordinare con decreto motivato sia il sequestro preventivo che conservativo dei beni appartenuto al soggetto nei confronti del quale sia stato iniziato il procedimento di prevenzione perché accusato di appartenere all’associazione di stampo mafioso.


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