La strage di Bologna è il più grave atto terroristico nel Dopoguerra. Alle 10.25, alla stazione centrale, un potentissimo ordigno provocò la morte di 85 persone. La magistratura ha condannato gli esponenti dei Nar.

La strage di Bologna, una delle pagine più tristi della recente storia italiana. Alle 10.25 del 2 agosto 1980 una violentissima esplosione alla stazione centrale di Bologna provoca il crollo dell’ala Ovest dell’edificio. La scena che si presenta ai primi soccorritori è devastante. Decide e decine di persone in attesa del proprio convoglio sono investite dall’esplosione: la stazione era affollatissima quel primo sabato d’agosto, per molti primo giorno di vacanza.

2 agosto 1980, la strage di Bologna

Alla stazione centrale giungono decide di mezzi di soccorso; gli stessi sopravvissuti aiutano come possono. Sotto le macerie ci sono tanti corpi. Alla fine, il bilancio sarà drammatico e di portata devastante: 85 morti e 200 feriti. Si parlerà per sempre e inequivocabilmente di strage di Bologna.

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Strage di Bologna
Fonte foto: https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Bologna#/media/File:Strage_di_Bologna,_1980.jpg

Le indagini

Nelle prime ore immediatamente successive alla strage, s’avanzò l’ipotesi che l’esplosione potesse essere dipesa da una caldaia. Tuttavia, dopo i rilievi della scientifica si risalì alla bomba: dentro a una valigia abbandonata vi era un ordigno a tempo, composto da 23 kg di esplosivo, una miscela di 5 kg di tritolo e T4 detta Compound B, potenziata da 18 kg di gelatinato. Non c’erano dubbi sulla matrice terroristica.

La colpevolezza dei Nar

Anche la strage di Bologna, al pari di tanti altri eventi tragici del Dopoguerra, fu oggetto di depistaggi e misteri. La magistratura indirizzò le indagini verso il terrorismo nero, inquadrando l’attentato nell’ambito della cosiddetta “strategia delle tensione“. Nel 1995, non senza polemiche, i membri dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) Valerio Fioravanti e Francesca Mambro sono stati condannati all’ergastolo quali autori materiali della strage. A livello giudiziario le vittime e i parenti delle vittime della strage di Bologna hanno avuto giustizia anche se non è stata fatta piena luce nel complesso.

Mattarella: “Ancora forte l’impegno di ricerca di una completa verità”

“Quarantuno anni fa la città di Bologna e con essa la Repubblica vennero colpite al cuore. Un attentato dinamitardo, ad opera di menti ciniche che puntavano alla destabilizzazione della democrazia italiana, provocò una terribile strage in cui morirono donne e uomini inermi, bambini innocenti.

I bolognesi e gli italiani seppero reagire con sofferto coraggio, offrendo solidarietà a chi aveva bisogno di aiuto, di cure, di conforto. Affermando un forte spirito di unità di fronte al gesto eversivo diretto contro il popolo italiano. Sostenendo nel tempo le domande di verità e di giustizia, che, a partire dai familiari, hanno reso la memoria di questo evento disumano un motore di riscatto civile e un monito da trasmettere alle generazioni più giovani.

L’impegno di uomini dello Stato, sostenuti dall’esigente e meritoria iniziativa dell’Associazione tra i Familiari delle vittime, ha portato a conclusioni giudiziarie che hanno messo in luce la matrice neofascista della bomba esplosa la mattina del 2 agosto 1980. Non tutte le ombre sono state dissipate e forte è, ancora, l’impegno di ricerca di una completa verità.

La Repubblica ha saputo respingere la strategia di questi criminali, difendendo i principi di civiltà conquistati con la lotta di Liberazione“.

Di seguito il testo integrale del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Sergio Mattarella
Sergio Mattarella

Cartabia, “La polvere si sta diradando”

Oggi lo Stato rinnova il più solenne impegno per giungere all’accertamento i fatti. Non ci può essere giustizia senza accertamento pieno delle responsabilità: per questo l’attività procede. La polvere che rivestiva i corpi martoriati, quella polvere che troppo a lungo ha coperti molteplici responsabilità, oggi quella polvere si sta diradando e lascia nuovi contorni e nuovi profili dell’accaduto“, ha dichiarato la ministra della Giustizia Marta Cartabia in occasione della commemorazione del 2 agosto 2021.

La scelta di essere qui oggi accanto a ciascuno di voi, non solo a titolo personale è per testimoniare il bisogno di ascoltare ancora le vostre voci, il vostro lavoro, le vostre testimonianze. Il Governo è qui presente per testimoniare la sua vicinanza“, ha aggiunto Cartabia. “Bologna sappia di poter contare su di me e su tutto il ministero per quanto è nella mia competenza. Il processo attualmente in corso che fa compiere un salto in avanti verso la ricostruzione dei fatti è una necessità per l’intera storia del Paese. La stazione Bologna è uno snodo, non solo uno snodo ferroviario e geografico, è uno snodo storico dell’intera storia d’Italia“.

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ultimo aggiornamento: 02-08-2021


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