Due anni fa, il 3 giugno 2016, scompariva Muhammad Ali all’età di 74 anni. Il pugile americano, nato Cassius Clay, è stato campione mondiale dei pesi massimi.

Il 3 giugno 2016 moriva, all’età di 74 anni, Muhammad Ali. Nato Cassius Marcellus Clay Jr. a Louisville il 17 gennaio 1942, uno dei più grandi atleti del XX secolo ha dominato la boxe tra gli Anni ’60 e gli Anni ’70.

Muhammad Ali, la carriera

Il giovane Ali inizia a praticare il pugilato da giovanissimo e nel 1960 vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma nella categoria dei mediomassimi. Quattro anni più tardi, mandando al tappeto il detentore Sonny Liston, conquista il titolo mondiale dei pesi massimi. I suoi incontri contro Joe Frazier e George Foreman sono passati alla storia: in particolare, il drammatico e suggestivo scontro in Zaire, nel 1974, dove Muhammad Ali riconquista la corona iridata. In totale, il pugile statunitense è salito 61 volte sul ring, vincendo in 56 occasioni, di cui 40 per ko.

L’impegno politico

Muhammad Ali non è stato solo un campione assoluto di sport. Nella cultura di massa, the Greatest ha fatto parlare di sé – con scalpore – per le decisioni di cambiare nome da Cassius Clay in seguito alla conversione all’islam, di sostenere il movimento di Malcolm X e di rifiutare di combattere in Vietnam. Ali venne così arrestato per renitenza alla leva e privato del titolo mondiale. La Corte Suprema americana annullò la condanna successivamente. Affetto dal morbo di Parkinson dal 1984, Muhammad Ali ha continuato la sua attività nel mondo dello sport e non solo. Il 3 giugno 2016, in Arizona, il decesso.

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3 giugno 2016 boxe Cassius Clay muhammad ali

ultimo aggiornamento: 03-06-2018


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