Il 3 settembre 1970 il socialista Salvador Allende vince a maggioranza relativa le elezioni presidenziali del Cile. Tre anni dopo sarà deposto dal generale Pinochet.

Mezzo secolo fa Salvador Allende diventava presidente del Cile, le prime per via democratica di un socialista.

Il risultato delle elezioni

Due mesi prima, il 3 settembre 1970, il Paese sudamericano era stato chiamato alle urne per la successione di Eduardo Frei Montalva. Le urne dettero questo responso: con poco più di un terzo dei voti (1.070.334 preferenze, pari al 36,3%) andarono a Allende, come leader della coalizione Unidad Popular; alle sue spalle con il 34,9% l’ex presidente conservatore Jorge Alessandri conservatore; il 27,4% a Radomiro Tomic, del Partito Democratico Cristiano del Cile.

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L’accordo e l’insediamento del 3 novembre 1970

Una volta che Allende era risultato primo alle elezioni, non avendo ottenuto la maggioranza assoluta il presidente sarebbe stato scelto, come prevedeva la Costituzione, dal Congresso, con un ballottaggio con il candidato giunto secondo. Dopo lunghe trattative politiche – non senza le interferenze degli Stati Uniti -, la pattuglia parlamentare di Frei Montalva confluì sul candidato socialista. Il 3 novembre 1970 Salvador Allende viene eletto dal parlamento presidente del Cile. L’accordo era vincolato al fatto che firmasse uno “Statuto di Garanzie Costituzionali” nel quale garantiva che le sue riforme socialiste non avrebbero stravolto nessun elemento della Costituzione cilena.

La deposizione di Salvador Allende

Come noto, poco meno di tre anni dopo, esattamente l’11 settembre 1973, il generale Pinochet guidò un colpo di stato per deporre Salvador Allende. Il presidente, con molta probabilità, morì suicida all’interno del Palazzo della Moneda.

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3 novembre 1970 cile Pinochet Salvador Allende

ultimo aggiornamento: 03-11-2020


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