Il 7 settembre 1822 finisce il colonialismo del Portogallo sul Brasile. La curiosità è che a dichiarare l’indipendenza da Lisbona fu Pietro, figlio del re lusitano Giovanni VI.

L’indipendenza del Brasile arriva a un passo dai duecento anni. Era infatti il 7 settembre 1822 quando ci fu la dichiarazione che affermò la sovranità del grande stato sudamericano dal Portogallo.

Gli antefatti

Allorquando le truppe napoleoniche occuparono Lisbona, Giovanni VI e la famiglia decisero di fuggire con una scorta inglese alla volta del Nuovo Mondo. La famiglia reale giunse così a Rio de Janeiro, che divenne de facto la capitale dell’Impero portoghese.

Il ritorno in Portogallo

Quando Napoleone venne sconfitto, la famiglia reale poté fare ritorno in Portogallo: il re prese tutto il denaro del tesoro portoghese, lasciando a Rio il figlio Pietro a gestire la questione brasiliana.

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L’indipendenza del Brasile

Quando re Giovanni VI tornò finalmente in Portogallo nel 1821, gran parte dei privilegi accordati precedentemente al Brasile come sede della famiglia reale vennero revocati, il che diede ulteriore spazio di azione ai nazionalisti locali. Pietro, nonostante le pressioni che giungevano da Lisbona al fine di farlo tornare in Patria, decise di non cedere e di restare in Sudamerica. E così il 7 settembre 1822 proclamò l’indipendenza! Celebre, nel gennaio, quando egli, sulle rive del fiume Ipiranga, sfoderò la propria spada e dalla bandiera della propria nave tagliò lo stemma portoghese, dichiarando “Indipendenza o morte!“.

ultimo aggiornamento: 07-09-2021


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