Gasparri: la profezia verso il Referendum Giustizia
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Referendum Giustizia: la “profezia” di Maurizio Gasparri

il politico Maurizio Gasparri

In vista del Referendum Giustizia si annuncia un periodo “caldo”: Maurizio Gasparri ha fatto la sua previsione su cosa accadrà.

Se da una parte Carlo Nordio ha parlato di toni troppo accesi da parte di tutti e ha dato una sua previsione sull’esito del Referendum Giustizia, dall’altra anche Maurizio Gasparri ha detto la sua sul tema. Il senatore di Forza Italia si è espresso in una “profezia” in merito a quello che accadrà nelle prossime settimane, prima del voto previsto il 22-23 marzo 2026.

primo piano di Maurizio Gasparri
Maurizio Gasparri – newsmondo.it

La “profezia” di Gasparri verso il Referedum Giustizia

Intervenuto a ‘L’aria che tira’ su La7 con David Parenzo, Maurizio Gasparri si è trovato a parlare del prossimo Referendum GIustizia con il voto che si terrà il 22 e il 23 marzo 2026. Prima di quelle date, però, accadrà qualcosa di molto importante. In questo senso, il politico e senatore di Forza Italia ha espresso la sua previsione.

“La settimana prossima il tema principale sarà Sanremo”, ha esordito. “Quindi la campagna elettorale si scalderà dopo il 28 di febbraio. La televisione ha le sue dinamiche. La settimana prossima è una degli ascolti importanti. Bruno Vespa, per esempio, non va in onda. La mia è una previsione. Dal 28 di febbraio ci saranno le tre settimane più calde dove si discuterà”.

Su cosa verteranno le discussioni

Dopo la “profezia” su cosa accadrà a seguito di Sanremo, Gasparri ha aggiunto: “Io mi auguro che si discuta del merito perché poi si produce un meccanismo dove da un lato abbiamo la libertà che avanza contro la dittatura bieca e dall’altra ci sono mafiosi, massoni e delinquenti. Qui stiamo parlando di cancellare l’influenza politica dalla formazione del Consiglio superiore della magistratura, che assegna gli incarichi e valuta i magistrati”.

E ancora sul tema della magistratura: “I magistrati li valuta bene perché li promuove tutti e non ha mai da dire nulla. Come ci ha spiegato lo scandalo Palamara, l’assegnazione degli incarichi avveniva in base a una spartizione. Che il Csm abbia una storia complicata lo dimostrano varie cose. Falcone fu bocciato, poi Cossiga a un certo punto se la prese pure con il Csm e voleva mandare i carabinieri al Csm e lo scandalo Palamara ha visto spartizioni”.

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ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2026 9:58

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