Rogoredo: il capo della polizia sul caso Cinturrino
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Direttore: Franco Ferraro

Rogoredo, il capo della polizia: “Caso Cinturrino? Subito destituito”

Polizia

Sul caso di Rogoredo e del poliziotto Cinturrino si è espresso il capo della polizia Vittorio Pisani pronto ad intervenire.

Dopo le scuse arrivate tramite il suo legale, il caso del poliziotto Cinturrino, che ha sparato e ucciso un uomo a Rogoredo, è stato affrontato dal capo della Polizia, Vittorio Pisani, intervistato dal Corriere della Sera. Pisani non sembra intenzionato a fare sconti all’agente e si è detto pronto a destituire proprio Cinturrino per l’accaduto.

macchina della polizia modello Alfa Romeo Giulietta di profilo in strada

Rogoredo: Cinturrino destituito, parla Pisani

Il capo della Polizia, Vittorio Pisani, ha spiegato al Corriere della Sera come “subito dopo il fermo disposto dall’autorità giudiziaria, ho dato disposizione al questore di Milano di nominare il funzionario istruttore per avviare il procedimento disciplinare per la sua destituzione dalla Polizia di Stato”. Pisani non ha voluto attendere l’esito della procedura penale.

In questo senso ha spiegato: “Chi tradisce la nostra missione tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica. Di solito si attende almeno il rinvio a giudizio, ma questo caso è abbastanza chiaro e di estrema gravità, quindi per noi va destituito subito. Il processo penale ha dinamiche che richiedono tempo, mentre l’azione disciplinare ha senso se è tempestiva, altrimenti rischia di perdere di significato”.

Le responsabilità e le indagini sul caso

Nel corso dell’intervista, di cui vi riportiamo solo brevi estratti, Pisani ha spiegato che oltre alla posizione di Cinturrino verranno analizzate quelle dei colleghi: “L’attività ispettiva sarà estesa all’intero commissariato, d’intesa con l’autorità giudiziaria. Finora non l’abbiamo fatto per evitare di danneggiare l’indagine, ma dopo la discovery possiamo procedere”.

Tra i vari passaggi anche un focus sulla possibilità, ancora non in atto, della presenza dello scudo penale. Secondo Pisani, questo non avrebbe cambiato le cose: “Non credo che avrebbe ostacolato alcunché, perché la necessità di sparare non appariva evidente. La norma non prevede alcuna immunità, bensì una modifica procedurale non solo per le forze dell’ordine ma per tutti i cittadini. E il fatto che un pm debba decidere in un tempo breve e predefinito se esiste o meno una causa di giustificazione, può essere positivo per assumere le iniziative adeguate anche solo nell’impiego del dipendente coinvolto nel caso. Ma di certo questa modifica è stata determinata anche da altro”, ha fatto sapere il capo della Polizia.

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ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2026 8:56

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