La Premier italiana Giorgia Meloni ha confermato la posizione del Paese rispetto al conflitto in Medio Oriente e non solo.
Nelle scorse ore la Premier Giorgia Meloni aveva acceso i riflettori sulle priorità del Governo in merito alla sicurezza degli italiani in relazione al conflitto in Iran e in tutto il Medio Oriente. Ora, la Presidente del Consiglio ha ribadito la posizione italiana aggiungendo anche come stia lavorando con Macron, Merz e Starmer per evitare una ulteriore escalation globale.

Iran: la posizione dell’Italia secondo Giorgia Meloni
Attraverso un video sui social, Giorgia Meloni è intervenuta per ribadire la posizione dell’Italia riguardo al conflitto in Iran e in tutto il Medio Oriente. Secondo la Premier, il Paese non è in guerra e non intende prendervi parte. “La nostra linea è molto chiara: l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarne parte“, ha detto.
“Noi lavoriamo per quanto possibile all’obiettivo di ridurre le tensioni e verificare se vi sia ancora una possibilità di riprendere i negoziati. Intanto continuiamo a dialogare con tutti i Paesi della regione e ad assistere i nostri connazionali ancora presenti nell’area”, ha aggiunto ancora la Presidente del Consiglio nel suo video social pubblicato nelle scorse ore.
“Seguo costantemente con i ministri competenti gli sviluppi della situazione in Medio Oriente. Il governo è al lavoro senza sosta per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini, per tutelare gli interessi dell’Italia“, ha aggiunto.
L’impegno con Macron, Merz e Starmer
Nello stesso contenuto condiviso, la Meloni ha quindi aggiunto di essere a lavoro con le altre potenze d’Europa: “In queste ore abbiamo promosso un confronto stretto tra Italia, Francia, Germania e Regno Unito, avviando un coordinamento tra grandi Stati europei per affrontare insieme questa crisi e per rafforzare l’azione diplomatica. Con il presidente francese Macron, con il cancelliere tedesco Merz e il primo ministro britannico Starmer abbiamo condiviso la necessità di lavorare insieme per evitare il più possibile una ulteriore escalation e contribuire alla stabilità internazionale”.