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Caso Emanuela Orlandi: "Sotto la Casa del Jazz nessun osso"
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Emanuela Orlandi: cosa hanno trovato sotto la Casa del Jazz

Emanuela Orlandi - Pietro Orlandi

Il caso Emanuela Orlandi ha riscontato dei nuovi sviluppi: ecco cosa è stato trovato sotto la Casa del Jazz.

Gli ultimi aggiornamenti sul caso Emanuela Orlandi riguardavano l’arrivo degli scavi nella Casa del Jazz fino alla cantina. Questa volta però, a distanza di oltre un mese, le cose sono cambiate in maniera ulteriore.

Infatti, come riporta Sky Tg 24, le attività di accertamento presso l’area appena descritta sono terminate proprio nelle ultime ore. Così, compatibilmente con la fine degli scavi, è arrivato anche il feedback decisivo da parte del prefetto.

Mirella Gregori e Emanuela Orlandi
murale a Roma per Mirella Gregori e Emanuela Orlandi – www.newsmondo.it

Emanuela Orlandi: la parola del prefetto

In merito agli scavi avvenuti sotto la cosiddetta Casa del Jazz, il prefetto di Roma Lamberto Giannini si è pronunciato dichiarando ciò: “Non sono stati rinvenuti elementi che hanno portato novità rilevanti da un punto di vista investigativo“.

Ciò che è stato ritrovato riguarda soltanto ossa di animali, le quali sono state giudicate da un’antropologa come ossa non appartenenti ad un essere umano. Sono state trovate anche delle bottiglie, chiaramente irrilevanti ai fini dello svolgimento dell’indagine.

Il prefetto, nonostante il feedback rilasciato, ha rimarcato l’importanza dello svolgimento degli scavi: “Non sono stati trovati elementi che hanno portato a novità dal punto di vita investigativo, ma era importante verificare ed esplorare le gallerie. Non so se mai si riuscirà ad avere le risposte che mancano ma so che è dovere dello Stato non lasciare nulla di intentato“.

Il risultato degli scavi

Il prefetto di Roma ha poi aggiunto come durante gli scavi non sia stato tralasciato alcun dettaglio. Oltre all’area già citata, sono stati effettuati dei controlli anche in un pozzo vicino ad una casa lì accanto. Questo poichè, all’epoca dei fatti, era in servizio.

Giannini ha poi proseguito: “Non so se riusciremo mai ad avere delle risposte, ma era dovere dello Stato tentare di darle. È stata una attività doverosa. Delle persone sono scomparse nel nulla, come il giudice Paolo Adinolfi ed Emanuela Orlandi. Non era possibile lasciare un punto interrogativo“.

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ultimo aggiornamento: 16 Aprile 2026 13:15

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