In merito all’emergenza dovuta all’Ebola, la Meloni ha inviato una lettera all’Ue contenente una serie di richieste.
Dopo essersi schierata contro l’Ue, la Meloni si è rivolta nuovamente alle istituzioni europee scrivendo loro una lettera. Questa volta, come riporta Open, ha deciso di fare ciò con un intento ben preciso. Ovvero, intervenire con prevenzione e vigilanza a proposito dell’Ebola.
L’epidemia che sta mietendo centinaia di morti in Congo, sta legittimamente preoccupando numerose autorità estere. Per questo motivo, la Premier ha deciso di presentare una richiesta ben precisa ai suoi destinatari.

La lettera della Meloni
La Premier ha inviato la seguente lettera con lo scopo di trattare con chiarezza l’epidemia da Ebola: “L’Italia ritiene che la situazione epidemiologica nell’Africa centrale collegata al recente focolaio di virus Ebola Bundibugyo (BVD) nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda richieda la massima attenzione. Per questo motivo il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato una lettera al Presidente di turno dell’UE Nikos Christodoulides, al Presidente del Consiglio europeo António Costa e alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen“.
Per questo motivo, l’Italia farà la sua parte inviando degli esperti dell’ospedale Spallanzani di Roma in Congo. Palazzo Chigi ha inoltre approfondito la vicenda, dichiarando qual è il suo obiettivo: “L’obiettivo è sollecitare, nel rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute, un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite“.
Ordinanza in arrivo
Alla lettera della Meloni, come detto a Unomattina da Maria Rosaria Campitiello, a capo del dipartimento della Prevenzione, ricerca e emergenze sanitarie del ministero della Salute, seguirà un’ordinanza: “Ci saranno probabilmente, come già è stato anticipato dalla stampa, un’ordinanza e una circolare che mettono in chiaro la valutazione del rischio e che consentono a ogni operatore sanitario e a ogni Regione di capire cosa deve fare se si trova di fronte a un caso“.