Morto un casco blu in Libano. Ancora tensione nella guerra in Iran con Hezbollah che rifiuta la tregua con Israele mediata dagli Usa.
Non si placa in conflitto in Medio Oriente nonostante le aperture di Trump delle ultime ore sull’Iran. Tensione sempre elevata per quanto concerne la situazione del Libano con Hezbollah che avrebbe rifiutato la tregua con Israele. In questo senso, un casco blu di nazionalità serba della missione Unifil è stato ucciso nel sud del Paese dopo che un colpo di mortaio ha colpito una posizione vicino a Marjayoun. Anche altri due militari della missione Onu sarebbero rimasti feriti.

Casco blu ucciso in Libano: la situazione
Hezbollah ha respinto il cessate il fuoco tra Libano e Israele mediato dagli Stati Uniti. Lo riporta SkyNews Uk citando una dichiarazione del gruppo. Hezbollah avrebbe fatto sapere di aver “informato ufficialmente il presidente libanese Joseph Aoun del proprio rifiuto dell’accordo, insistendo sul fatto che qualsiasi accordo accettabile debba iniziare con il ritiro completo di Israele da tutto il territorio libanese”. Non solo. Hezbollah avrebbe spiegato di considerare “il ritorno degli sfollati, gli sforzi di ricostruzione e il rilascio dei prigionieri libanesi” come “condizioni essenziali per qualsiasi futuro accordo”.
Le condizioni di Hezbollah
Hezbollah smetterà di combattere isolo se si arriverà a un cessate-il-fuoco globale, dunque anche sugli altri fronti di guerra in cui Israele è impegnato, e solo se l’Idf si ritirerà dal Libano. A chiarirlo è stato il leader del partito di Dio, Naim Qassem, citato dai media iraniani. Sempre il leader ha fatto sapere che il nord di Israele non sarà al sicuro finché i villaggi libanesi saranno bombardati. Le aree israeliane oltre confine “rimarranno sotto minaccia finché la popolazione e i villaggi libanesi saranno oggetto di attacchi da parte dell’esercito israeliano”, ha aggiunto Qassem.