L’entrata in vigore del nuovo decreto ministeriale segna la fine dell’uso degli autovelox come veri e propri “bancomat” per risanare i bilanci dei comuni italiani. Per anni, molti rilevatori di velocità sono stati posizionati in modo nascosto o in tratti di strada dove i limiti venivano abbassati all’improvviso, trasformando la sicurezza stradale in un espediente contabile per fare cassa a spese degli automobilisti.
In questa puntata de “Il punto”, Elisa Garfagna analizza come con le nuove normative, gli autovelox dovranno essere segnalati con un rigoroso anticipo e non potranno operare dove il limite scende sotto i 50 km/h nelle aree urbane, a meno che i dati sui sinistri non dimostrino un pericolo reale. L’obiettivo della riforma è ripristinare il buon senso e la fiducia dei cittadini, ricordando che la vera sicurezza si ottiene con l’educazione e il miglioramento delle strade, non tendendo imboscate