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Mario Roggero: spunta la raccolta firme contro la scarcerazione
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Mario Roggero: spunta la raccolta firme contro la scarcerazione

Mario Roggero mentre entra in carcere a Bollate e viene intervistato dai giornalisti

Il caso del gioielliere Mario Roggero continua a far discutere. Spunta la raccolta firme contro di lui per lasciarlo in carcere.

Sta facendo discutere il caso del gioielliere Mario Roggero, condannato a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori dopo una rapina avvenuta nel 2021. L’uomo, in carcere a Bollate, ha provato a fare alcune richieste per cercare di affrontare al meglio la detenzione in attesa che qualcosa si muova anche a livello politico con le pressioni in merito alla grazia. Proprio si questo tema, come riferito da Libero ma anche da altri media, ci sarebbero state delle petizioni ben diverse e contrarie alla proposta per Roggero.

una foto del carcere di Bollate a Milano
carcere di Bollate – newsmondo.it

Mario Roggero: la petizione contro la grazia

Antonio Caputo, presidente della Federazione dei Circoli Giustizia e Libertà, ha promosso una petizione con cui chiede alla Regione Piemonte di ritirare il sostegno alla richiesta di grazia per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva per l’omicidio di due rapinatori durante la rapina avvenuta nel 2021. Caputo, già avvocato cassazionista ed ex difensore civico della Regione Piemonte, ha pubblicato il testo della petizione su Change.org, esprimendo la propria contrarietà all’iniziativa annunciata dal presidente della Regione, Alberto Cirio.

Nei giorni scorsi, infatti, Cirio aveva reso noto di voler appoggiare la richiesta di un provvedimento di clemenza da parte del Presidente della Repubblica. Intervenendo nella trasmissione ‘4 di sera’ su Rete 4, il governatore aveva definito Roggero “un uomo che per tutta la vita è stato un cittadino onesto”. Aveva inoltre aggiunto: “Non possiamo dare l’idea di un Paese in cui il rapinatore è libero e la vittima è in carcere”, ribadendo comunque che «la magistratura ha applicato la legge e la sentenza va rispettata”. Cirio aveva poi precisato che la grazia non rappresenterebbe un’assoluzione, bensì “un gesto di comprensione” previsto dalla Costituzione.

La petizione di Caputo contesta però la legittimità dell’intervento della Regione in questa vicenda. Nel documento si legge infatti che “Nessuna norma stabilisce che l’ente Regione abbia la potestà di richiedere la grazia per un condannato”. Viene inoltre evidenziato come l’iniziativa sia stata avviata “soprattutto prima della pubblicazione delle motivazioni della sentenza definitiva della Cassazione”.

“La giustizia deve fare il suo corso”

Secondo il promotore della raccolta firme, il presidente della Regione, anche nella sua veste di vicesegretario di Forza Italia, starebbe compiendo “un atto di semplice propaganda politica, travalicando i limiti del proprio ruolo istituzionale”. Per questo motivo la petizione invita la Regione Piemonte “di ritirare immediatamente questa richiesta e di seguire scrupolosamente le prerogative legali e istituzionali che le competono”. Il testo si conclude affermando che “La giustizia deve fare il suo corso senza interferenze inopportune e il nostro sistema legale deve essere rispettato sempre e comunque”.

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ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2026 12:59

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