Conte ha recentemente criticato il governo, reo di aver lasciato (secondo il suo parere) gli italiani da soli per l’ennesima volta.
Dopo essersi apertamente schierato contro il video di Vannacci, Conte si è pronunciato ancora una volta contro il governo. Il leader pentastellato si è espresso nei confronti della Meloni e dell’operato della maggioranza, tramite un post pubblicato su X.
I temi toccati dall’ex Premier sono stati tra i più disparati, passando dal caro benzina fino ad arrivare agli stipendi dei cittadini completamente (o quasi) erosi dai continui rincari. Una situazione che diventa sempre meno sostenibile col passare del tempo.

La critica di Conte al governo
Il post social dell’ex Premier si è aperto con una dura critica al governo. Il quale è stato accusato di aver lasciato gli italiani da soli per l’ennesima volta: “Incredibile. Lasciano ancora gli italiani soli. Sono usciti dal Consiglio dei Ministri a mani vuote: zero interventi sui prezzi dei carburanti che schizzano oltre 2 euro al litro e che stanno divorando il potere d’acquisto e gli stipendi dei cittadini“.
Incredibile. Lasciano ancora gli italiani soli. Sono usciti dal Consiglio dei Ministri a mani vuote: zero interventi sui prezzi dei carburanti che schizzano oltre 2 euro al litro e che stanno divorando il potere d'acquisto e gli stipendi dei cittadini. Quando restituiranno ai…
— Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) July 24, 2026
L’ex Premier ha poi proseguito con una serie di domande taglienti, rivolte ancora una volta al governo e al suo operato: “Quando restituiranno ai cittadini le risorse incassate in più dallo Stato per i vari rincari e andranno a prendere gli extraprofitti dai big dell’energia e delle armi? Quando recupereranno risorse dal folle piano di Riarmo per metterle sulle emergenze dei cittadini?“.
Il punto sulla Meloni
Conte ha spostato il focus della sua critica sulla Meloni, con delle critiche altrettanto pungenti: “Però una cosa Meloni l’ha fatta ieri: un video roboante in cui dice “chi sbaglia paga, pure se minore”. L’importante è che non sia di Fratelli d’Italia: lì partono scudi di protezione come nel caso di Santanchè o di Delmastro, con il partito di Meloni che si rifiuta di fornire alla giustizia le chat dell’ex sottosegretario con un prestanome del clan Senese“.