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Sequestro di Mirella Silocchi: rapimento e condanne
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Mirella Silocchi, il sequestro concluso con la morte dell’ostaggio

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Il rapimento di Mirella Silocchi a Collecchio nel 1989, le richieste di riscatto, la trattativa fallita e le condanne definitive.

Alle 8.30 del 28 luglio 1989, Mirella “Anna” Silocchi, 50 anni, venne sequestrata nella sua abitazione di Stradella di Collecchio, in provincia di Parma. La donna era sola e stava parlando al telefono con una parente quando un gruppo di uomini entrò nella villa. Almeno uno indossava una divisa da finanziere.

Mirella era la moglie di Carlo Nicoli, imprenditore attivo nel settore del ferro. La sua automobile venne abbandonata e i sequestratori portarono via la donna. La prima lettera arrivò quasi un mese dopo: conteneva la richiesta di cinque miliardi di lire e una parola in codice da utilizzare nei successivi contatti.

La famiglia non disponeva della somma richiesta. Mirella non sarebbe mai tornata a casa.

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Mirella Silocchi: l’orecchio, le fotografie e la trattativa fallita

Nell’autunno del 1989 i rapitori aumentarono la pressione sulla famiglia. In un’area di servizio nei pressi di Parma venne fatto ritrovare un orecchio amputato della donna. Il 4 dicembre arrivarono cinque fotografie nelle quali Mirella appariva incatenata, in condizioni molto precarie e con un’arma puntata contro.

Carlo Nicoli riuscì a raccogliere due miliardi di lire e raggiunse un accordo per una consegna a Torino. L’incontro non avvenne: secondo la ricostruzione investigativa, i sequestratori si accorsero della presenza delle forze dell’ordine. Dopo una nuova richiesta di una prova che Mirella fosse ancora viva, i contatti cessarono definitivamente.

Le indagini conclusero che la donna era morta durante la prigionia. Nel 1992, in un podere del Viterbese ritenuto collegato alla banda, furono recuperati resti umani e alcuni oggetti, ma l’identificazione della salma non venne stabilita con certezza.

Le indagini e le condanne definitive

Gli investigatori ricostruirono un’organizzazione formata da esponenti del banditismo sardo e persone legate agli ambienti anarco-insurrezionalisti. Il procedimento giudiziario fu lungo, con annullamenti e nuovi processi, ma arrivò infine a condanne definitive.

Franco Bachisio Goddi venne condannato con sentenza passata in giudicato a trent’anni di reclusione per il sequestro e l’omicidio. La stessa pena venne inflitta definitivamente a Rose Ann Scrocco per concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione con morte dell’ostaggio.

Scrocco rimase latitante per quindici anni. Venne arrestata ad Amsterdam nel gennaio 2006 dai carabinieri del ROS insieme alle autoritĂ  olandesi e successivamente estradata in Italia.

La verità giudiziaria ha quindi accertato il rapimento e la morte di Mirella durante il sequestro. Il suo corpo, tuttavia, non è mai stato restituito alla famiglia, lasciando irrisolto uno degli aspetti più dolorosi della vicenda.

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ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2026 15:29

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