Le tensioni internazionali e non solo andranno a creare non pochi problemi ai cittadini sul fronte delle bollette luce e gas. La stangata in arrivo.
Le tensioni che stanno interessando il mercato dell’energia si riflettono anche sui costi sostenuti in Italia. A luglio il prezzo dell’elettricità è aumentato del 18,52% rispetto al mese precedente, mentre quello del gas ha registrato un incremento del 20,04%. Per entrambi si tratta dei livelli più elevati raggiunti nel 2026. La situazione potrebbe peggiorare a settembre.

Bollette luce e gas: arriva la stangata a settembre
Una stima elaborata da Nomisma Energia e riportata da Il Sole 24 Ore indica infatti un ulteriore aumento della spesa per le famiglie e per le imprese al rientro dalla pausa estiva, sulla base degli attuali prezzi all’ingrosso.
Per una famiglia tipo, il prezzo del gas potrebbe arrivare a 137 centesimi al metro cubo a settembre, contro i 106 centesimi dello stesso mese del 2025. Questo scenario comporterebbe, secondo le stime, una maggiore spesa di 429 euro alla fine del 2026, pari a un aumento del 29%.
I rincari del gas avrebbero conseguenze anche sull’elettricità . Per settembre Nomisma Energia stima una tariffa di 31,93 centesimi per kWh, rispetto ai 28,75 indicati nel testo per il confronto, con un incremento della spesa annuale di 85,9 euro, pari all’11% in più rispetto al 2025. Considerando insieme gas ed elettricità , l’aggravio per le famiglie arriverebbe a 515 euro a fine anno, con una crescita del 23%.
A questo si aggiunge il costo dei carburanti: la stima per settembre indica una media di 2,017 euro al litro e una spesa annuale aggiuntiva di 361,8 euro per una famiglia, il 22% in più rispetto al 2025. Complessivamente, tra bollette e carburanti, il conto aggiuntivo raggiungerebbe 876,8 euro.
Più pesante sarebbe l’impatto sulle imprese. Per il gas, Nomisma Energia prevede 71 centesimi al metro cubo, contro i 43 di settembre 2025. Per un’azienda tipo con un consumo annuo di 2mila metri cubi, ciò potrebbe tradursi in 559.318 euro di spesa aggiuntiva a fine 2026, con un aumento del 65%. Per l’elettricità , invece, l’incremento stimato è di 12.713 euro. Nel complesso, gas ed elettricità comporterebbero un aggravio di 572.032 euro, pari al 54% in più rispetto al 2025.
I dati Istat sull’inflazione
Nel frattempo, anche l’Istat ha rivisto al rialzo il dato definitivo sull’inflazione di luglio, portandolo dal 2,8% al 2,9%. Il tasso resta comunque inferiore al 3% registrato a giugno. Su base mensile, a luglio i prezzi sono aumentati dello 0,3%.
L’andamento dell’inflazione è stato condizionato dalla diminuzione dei prezzi degli energetici non regolamentati, tra cui i carburanti, e degli alimentari non lavorati. Al contrario, sono cresciuti gli energetici regolamentati, passati dal +9,2% al +14,8%. In aumento anche i servizi legati ai trasporti, dall’1,1% all’1,6%, e quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona, dal 2,7% al 3%.
Sono invece rallentati gli energetici non regolamentati, dal 13,3% all’11,4%, gli alimentari non lavorati, dal 4,4% al 3,6%, e i servizi vari, dal 2,5% all’1,8%.
Per i carburanti, l’Istat segnala una dinamica tendenziale più contenuta, dopo un calo nella prima parte di luglio e un rapido rialzo nella seconda. Il gasolio è passato dal +21,6% annuo di giugno al +18,8%, mentre la benzina è scesa dal +10,3% all’8%. L’inflazione di fondo è rimasta stabile all’1,6%, mentre quella acquisita per il 2026 è salita al 2,7%.