Dorothy Jane Scott scomparve nel maggio 1980 dopo essere uscita dal parcheggio di un ospedale in California. Per mesi aveva ricevuto inquietanti telefonate anonime. I suoi resti furono trovati quattro anni dopo.
Dorothy Jane Scott, 32 anni, scomparve poco dopo la mezzanotte del 29 maggio 1980 a Orange, in California. Prima di sparire aveva ricevuto per mesi telefonate da parte di uno sconosciuto che alternava dichiarazioni di interesse a minacce. L’identità dell’uomo non è mai stata accertata.

Dorothy Jane Scott: l’auto che lascia il parcheggio senza Dorothy
La sera precedente Dorothy aveva accompagnato un collega al UCI Medical Center di Orange perché necessitava di assistenza medica. Quando arrivò il momento di andare via, si recò nel parcheggio per recuperare la sua Toyota station wagon bianca del 1973.
Gli amici che la aspettavano videro però l’automobile uscire dal parcheggio guidata da quella che l’Orange County Sheriff’s Department descrive come una “figura sospetta”. Dorothy non fu più vista.
Alle 5 del mattino, la polizia di Santa Ana trovò la Toyota in fiamme in un vicolo nell’800 block di South Townsend.
Nel giugno 1980 arrivò un elemento ancora più inquietante. Pat O. Riley, city editor del Santa Ana Register, ricevette la telefonata di un uomo che affermò di avere ucciso Dorothy. Il chiamante disse che la donna era stata il suo amore e sostenne di averla sorpresa mentre lo tradiva con un altro uomo.
I resti ritrovati quattro anni dopo
Le telefonate non terminarono con la scomparsa. Secondo l’Orange County Sheriff’s Department, un uomo continuò a chiamare Dorothy e la sua famiglia. Gli investigatori considerarono questo misterioso interlocutore un possibile responsabile, ma non riuscirono mai a identificarlo.
Nel 1984, due operai impegnati in un cantiere ad Anaheim Hills scoprirono un cranio umano e altri resti scheletrici. Nello stesso luogo venne recuperato anche un anello rotondo con turchese, corrispondente a quello che Dorothy indossava quando era scomparsa.
L’identificazione definitiva arrivò attraverso i dati dentali: il cranio apparteneva a Dorothy Jane Scott.
Il ritrovamento pose fine alla ricerca della donna, ma non al mistero sulla sua morte. Nessun responsabile è mai stato identificato o arrestato e l’uomo delle telefonate non ha mai avuto un nome. L’Orange County Sheriff’s Department continua a inserire quello di Dorothy tra i propri cold case di omicidio e dichiara ancora aperta la ricerca di nuove informazioni.