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Mario Roggero: adesso solo Mattarella può "salvarlo", ecco perché
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Mario Roggero, altro “no”: adesso solo Mattarella può salvarlo, ecco perché

Mario Roggero scende dall'auto per dirigersi al carcere di Bollate

Altro no per Mario Roggero da parte del tribunale di sorveglianza di Milano. Il gioielliere resta in carcere: niente differimento della pena.

Mario Roggero resterà nel carcere di Bollate, a Milano. Il gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver sparato contro i rapinatori entrati nel suo negozio nell’aprile 2021, uccidendone due e ferendone un terzo, si è visto dichiarare inammissibile dal Tribunale di sorveglianza di Milano il ricorso per il differimento della pena. La richiesta era stata presentata mentre Roggero si trova già detenuto, in attesa di conoscere l’esito della domanda di grazia rivolta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La decisione dei giudici milanesi è stata depositata dopo l’udienza alla quale aveva partecipato anche il gioielliere che aveva parlato di percorso di “rivisitazione critica” ma non aveva accennato ad alcun pentimento per l’accaduto.

Mario Roggero in carcere con due uomini della polizia penitenziaria
Mario Roggero – newsmondo.it

Mario Roggero: il doppio no tra Torino e Milano

Nei giorni scorsi, una richiesta analoga era stata respinta dalla Sorveglianza di Torino. Roggero rimane quindi a Bollate, istituto nel quale si è costituito lo scorso 17 luglio e dove attualmente lavora come contabile. Nel provvedimento, il Tribunale di sorveglianza di Milano ha indicato le ragioni per cui l’istanza non poteva essere accolta. Una prima motivazione riguarda la natura stessa dell’istituto del differimento: secondo i giudici, può essere applicato esclusivamente quando l’esecuzione della pena non è ancora iniziata, mentre nel caso di Roggero la richiesta è stata presentata quando il condannato era già detenuto.

C’è poi una seconda ragione: sulla medesima richiesta si era già pronunciata la magistratura torinese, alla quale l’istanza era stata presentata correttamente quando Roggero era ancora libero, ed è quindi sottoposta alle ordinarie regole di impugnazione. Il collegio ha inoltre replicato alle argomentazioni della difesa, sostenuta in aula dall’avvocato Stefano Marcolini e con una memoria depositata il 10 settembre. I giudici hanno sottolineato il carattere eccezionale del differimento, evidenziando il limitato arco temporale, pari a sei mesi, entro cui il beneficio può essere concesso.

Alla luce della ratio dell’istituto, secondo il Tribunale, esso deve riguardare soggetti ancora liberi, mentre un’applicazione diversa rischierebbe di prestarsi a utilizzi impropri. Per chi è già detenuto, hanno aggiunto i giudici, esistono altri strumenti previsti dalla legge che, in presenza dei requisiti, possono consentire il differimento della pena, anche nelle forme della detenzione domiciliare.

La speranza della grazia

Nel caso di Roggero, però, questa richiesta era stata presentata in via subordinata rispetto al differimento dell’esecuzione della pena. Il gioielliere, dunque, resta a Bollate e attende ora di conoscere l’eventuale esito della richiesta di grazia presentata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Da segnalare il sostegno arrivato dalla Lega nei suoi confronti che ha fatto sapere che all’evento annuale di Pontida il gioielliere non sarà dimenticato.

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ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2026 15:14

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