La frase infelice di Antonio Tajani sulle donne e la presa di posizione della Premier Giorgia Meloni. Ecco cosa ha detto.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato le recenti dichiarazioni di Antonio Tajani durante una passeggiata tra gli stand di Fenix, la festa di Gioventù Nazionale. Interpellata da alcuni giornalisti sulle parole pronunciate dal leader di Forza Italia, la premier ha scelto di ridimensionare la vicenda che aveva agitato e non poco tutto l’ambiente politico.

Giorgia Meloni difende Tajani: le parole
Come detto, la Premier Giorgia Meloni ha deciso di ridimensionare la vicenda che ha generato diverse critiche e polemiche nei confronti del leader di Forza Italia, Antonio Tajani, che si era espresso sulle donne troppo “appariscenti”. La Presidente del Consiglio ha detto: “Penso che sia stata solo una frase uscita male. Non ingigantirei”, le parole ai cronisti, prima di interrompere le domande e chiedere di poter proseguire la sua visita senza essere seguita dalla stampa. “Grazie, non ho altre dichiarazioni. Lasciatemi fare qualcosa senza avere voi intorno”, ha aggiunto.
Cosa aveva detto Tajani
La domanda dei giornalisti faceva riferimento a quanto detto da Tajani sul palco di Itaca 2.0. Il vicepremier aveva utilizzato il rapporto tra un genitore e un figlio come metafora per parlare della scelta di una compagna e, secondo il testo, del modo in cui gli italiani si orientano politicamente.
“I miei figli sono sposati, ma se dovessi dare un consiglio a mio figlio su che ragazza scegliere. C’è una ragazza magari affascinante? Bella sì, ma che carattere ha? E poi c’è un’altra ragazza che è più seria, magari meno appariscente, però è più affidabile, più seria, è una che sarà una buona madre di famiglia, che manterrà fede all’amore che conferma con il matrimonio. E allora io a mio figlio dico: scegli la seconda! Perché quella che magari ti può apparire affascinante e poi ti tradisce, mmm, non va bene”.
Tajani aveva quindi collegato la metafora alla tendenza degli italiani al voto, facendo riferimento alla preferenza per forze politiche considerate più miti e meno appariscenti. “Quella che magari è carina, ma è meno vistosa, però quella è una persona stabile che ti garantisce la stabilità della casa, la stabilità della famiglia”.
Il vicepremier aveva poi concluso il ragionamento ribadendo la preferenza per una persona “carina, seria, credibile”, capace di garantire stabilità e di essere presente quando necessario, contrapposta a una figura “più appariscente” che può piacere, ma soltanto in determinate circostanze.