Il curioso “consiglio” di Lucia Annunziata al Partito Democratico di Elly Schlein dopo la sconfitta alle Midterm di Trump.
La sconfitta di Donald Trump alle elezioni di Midterm negli Stati Uniti ha in qualche modo rappresentato un motivo di sollievo, ma anche un’occasione di riflessione per la sinistra italiana. È questo il messaggio lanciato da Lucia Annunziata, europarlamentare del Partito Democratico, che ha analizzato il risultato elettorale americano soffermandosi soprattutto sulle modalità con cui i Democratici sono riusciti ad affermarsi. L’occasione ha portato la Annunziata a dare un “consiglio” anche al Pd di Elly Schlein.

Lucia Annunziata e la sconfitta di Trump
“La sconfitta di Trump è un tonfo che riempie di sollievo. Il Re di Washington ha pagato in una volta sola tutte le sue scelte politiche”, ha osservato la Annunziata, come riportato dall’Adnkronos. Ma, secondo l’esponente dem, l’aspetto più interessante non riguarda soltanto i vincitori, quanto il cambiamento che emerge dal voto.
I Democratici hanno infatti portato alla ribalta una classe dirigente nuova: più giovane, multietnica e con posizioni maggiormente orientate a sinistra. Un ricambio che, secondo la Annunziata, si è sviluppato anche al di fuori dei tradizionali equilibri interni al partito, ancora legato a figure come Kamala Harris e ai candidati di sempre. Nel frattempo, un’altra generazione ha conquistato spazio e consenso.
Il “consiglio” al Pd di Elly Schlein
Un elemento, in particolare, dovrebbe far riflettere: i nuovi protagonisti non hanno nascosto le proprie convinzioni né cercato di avvicinarsi alle posizioni repubblicane per intercettare più elettori. Hanno invece costruito consenso parlando a chi non si sentiva più rappresentato.
Da qui il collegamento con il Partito Democratico italiano e con il progetto politico di Elly Schlein. La nuova classe dirigente americana, secondo la Annunziata, ricorda il modello di partito che la segretaria vorrebbe realizzare: giovane, plurale e con una precisa identità progressista.
Il problema, però, resta il rapporto con la società. In Italia, sostiene l’europarlamentare, il Pd fatica ancora a parlare alla classe media, al mondo del lavoro e a chi vive nelle periferie. La questione, dunque, non è scegliere tra moderazione e radicalità, ma capire chi rappresenta la sinistra e se sia ancora capace di parlare alla maggioranza dei cittadini. “Non si tratta di decidere se la sinistra debba essere più moderata o più radicale. Si tratta di capire chi rappresenta, e se è ancora capace di parlare alla maggioranza delle persone, invece di inseguire una collocazione politica che, a forza di cercarla rischia di diventare un luogo solo immaginario”, le sue parole riprese sempre da Adnkronos.