La maggioranza avrebbe raggiunto un accordo sulla modifica dei decreti Sicurezza di Matteo Salvini. Niente multe milionarie alle Ong.

Intesa nella maggioranza sulla modifica dei decreti Sicurezza di Matteo Salvini. L’indiscrezione arriva al termine del quinto incontro al Viminale tra la ministra Lamorgese e gli esponenti della maggioranza. E soprattutto arriva a poche ore dalla decisione del Senato di mandare a processo il leader della Lega per il caso della Open Arms.

Matteo Salvini
Roma 28/08/2019 – consultazioni Quirinale / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Matteo Salvini

Accordo nella maggioranza per la modifica dei decreti Salvini

Secondo le indiscrezioni emerse a mezzo stampa, il base all’accordo verrebbero cancellate le multe milionarie alle navi delle Ong. Inoltre verrebbero allargati i criteri per il riconoscimento della protezione umanitaria. Inoltre i richiedenti asilo potranno iscriversi all’anagrafe comunale. Quest’ultimo aspetto ha rappresentato un terreno di scontro tra l’allora ministro Salvini e le amministrazioni locali.

Luciana Lamorgese
Roma 10/09/2019 – voto sulla fiducia al Governo / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Luciana Lamorgese

In Cdm a settembre

La maggioranza sarebbe quindi giunta a un accordo sulla revisione dei decreti Sicurezza ma la modifica non sarà immediata. Il testo dell’accordo dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri solo il prossimo mese di settembre.

Accordo debole

Si tratta di un accordo debole perché già nelle ore successive alla pubblicazione della notizia sia dal Pd che dal Movimento 5 Stelle qualcuno ha mormorato non condividendo i punti dell’intesa. Chiaro indice del fatto che nonostante il voto compatto sul caso Open Arme Partito democratico e M5s non hanno proprio un’idea condivisa sulla gestione dei migranti.

Salvini a processo per il caso Open Arms

In poche ore il nuovo governo prova a cancellare parte di quanto fatto da Salvini (con il Movimento e sotto la presidenza di Giuseppe Conte) per quanto riguarda il tema dei migranti. O almeno ne prende sostanzialmente le distanze. La conferma arriva prima dal Senato, con il voto che autorizza il processo nei confronti dell’allora Ministro dell’Interno che per un caso analogo (per molti aspetti), quello della Gregoretti, era stato salvato proprio dal Movimento 5 Stelle e dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

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