È morto all’età di 92 anni Giampiero Boniperti, calciatore prima e dirigenti poi della Juventus. Ecco le sue massime passate alla storia.

Per una insufficienza cardiaca si è spento nella notte Giampiero Boniperti, mito della Vecchia Signora. Il prossimo 4 luglio avrebbe compiuto 93 anni. Ha trascorso l’intera carriera in maglia bianconera, vincendo, tra il 1950 e il 1961, cinque scudetti e due Coppe Italia. Insieme a Omar Sivori e John Charles ha composto il cosiddetto Trio Magico, uno degli attacchi più forti e incisivi della storia del nostro campionato. Con la Nazionale ha disputato 38 partite e e siglato 8 reti. 

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Boniperti Gianpiero
Boniperti Gianpiero

La fedeltà di Giampiero Boniperti alla Juventus è proseguita una volta appesi gli scarpini al chiodo (nel 1961), quando, su nomina degli Agnelli, era diventato un componente indispensabile alla guida della società: dal 1971 al 1990 ha ricoperto pure la carica di presidente e dal 1991 al 1994 di amministratore delegato. Dall’estate del 2006 la funzione di presidente onorario.

Giampiero Boniperti: le massime più celebri

Ecco qualcuna delle espressioni più celebri usate da Boniperti:

“Vincere non è importante. È la sola cosa che conta”

“I tiri più belli riescono quando non ci pensi, oppure quando sbagli ma la palla va nel sette”

“La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore”

“C’è un’eleganza che non è deliberata, ma che si acquisisce o s’interpreta una volta indossata quella meravigliosa divisa bianconera”

“La Juve è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori perché hanno scelto di soffrire”

“Il mio fuoriclasse era Scirea. Parlavo poco, eppure aveva carisma. Era un piacere stare con lui in qualsiasi occasione”

“Mi ricordo quando andai a vedere Del Piero: ho subito intravisto che aveva la stoffa del campione. Ci sentiamo ancora spesso. Finché è lui a eguagliarmi sono felice…”

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ultimo aggiornamento: 18-06-2021


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