Il 16 settembre 1920 un carro carico di esplosivo saltò in aria a Wall Street, uccidendo 38 persone. Nonostante una vasta indagine, gli attentatori non furono mai identificati.
Il 16 settembre 1920, nel pieno dell’ora di pranzo, Wall Street era affollata di impiegati, fattorini e uomini d’affari. Poco dopo mezzogiorno, un carro trainato da un cavallo venne lasciato davanti allo United States Assay Office, di fronte alla sede della J.P. Morgan & Co.. Alle 12:01 una violentissima esplosione trasformò il centro finanziario di New York in una scena di devastazione.

Un carro carico di dinamite esplode a Wall Street
All’interno del carro erano stati nascosti circa 100 libbre di dinamite, insieme a pesanti pezzi metallici utilizzati come schegge. Il conducente aveva abbandonato il mezzo pochi istanti prima della detonazione.
L’esplosione uccise 30 persone sul colpo; altre otto morirono successivamente per le ferite, portando a 38 il numero delle vittime secondo le ricostruzioni più comunemente citate. Centinaia di persone rimasero ferite. Alcune fonti storiche riportano un totale finale di 39 morti, motivo per cui il conteggio presenta una piccola discrepanza.
Gli edifici circostanti subirono danni ingenti. La facciata della sede della J.P. Morgan venne colpita dalle schegge e i segni dell’esplosione sono ancora visibili sulla pietra.
I sospetti sugli anarchici e un caso mai risolto
Polizia di New York, Secret Service e Bureau of Investigation, predecessore dell’FBI, avviarono una vasta indagine. Un elemento importante fu il ritrovamento nella zona di alcuni volantini firmati “American Anarchist Fighters”, nei quali si chiedeva la liberazione di prigionieri politici.
Gli investigatori sospettarono in particolare ambienti anarchici italiani legati a Luigi Galleani, già associati a una serie di attentati avvenuti negli Stati Uniti negli anni precedenti. Tuttavia, non emersero prove sufficienti per accusare formalmente qualcuno.
Le indagini continuarono per anni senza arrivare all’identificazione degli autori. Anche una successiva rivalutazione dell’FBI ritenne plausibile il coinvolgimento di anarchici italiani, ma senza poterlo dimostrare definitivamente.
Nessuno venne mai incriminato per l’attentato di Wall Street. A più di un secolo di distanza, l’identità di chi preparò e lasciò la bomba rimane sconosciuta.