L'avvocato di Iannone, 'Pronto ricorso al TAS'. La strategia difensiva

L’avvocato di Iannone, ‘Pronto ricorso al TAS’

L’avvocato di Iannone annuncia il ricorso al TAS, che dovrebbe essere presentato all’inizio della prossima settimana.

Intervenuto ai microfoni di Sky, l’avvocato di Iannone ha fatto sapere di aver messo a punto il ricorso al TAS contro la sospensione di diciotto mesi comminata al pilota per doping.

L’avvocato di Iannone, ‘Pronti a presentare il ricorso al TAS

L’avvocato di Iannone ha confermato il ricorso al TAS e ha illustrato a grandi linee i principi sui quali si fonda la strategia difensiva.

Entro lunedì o massimo martedì della prossima settimana presenteremo il ricorso al TAS con le motivazioni della sentenza di primo grado. Nella nostra squadra, per la parte scientifica si è aggiunto il Dottor Pascal Kintz, uno dei massimi esperti mondiale nella lotta al doping”.

Il legale del motociclista ha fatto il punto su quelli che saranno i cardini della strategia difensiva con la quale sarà contestata la sospensione per doping. L’appiglio arriva proprio dalla sentenza che ha acclarato la contaminazione alimentare dovuto al consumo di carne.

“La sentenza ha acclarato la contaminazione a seguito di assunzione di carne, c’è un punto a pagina 15 che, a nostro avviso, dovrebbe determinare la conclusione del processo con un’assoluzione perché i giudici, e leggo letteralmente “prendono anche nota delle affermazioni nei documenti presentati dal pilota riguardanti gli hotel di alta classe in cui il pilota mangiava i pasti e dove non ci si aspetta di trovare cibo contaminato. Ne consegue che l’alimentazione del pilota dipendeva dal cibo disponibile negli hotel e non aveva molte altre scelte per i pasti”. Lei mi deve dire, di fronte a queste parole dei giudici, come si possono dare 18 mesi di sospensione a una persona. Loro dicono che lui ha fatto ciò che doveva, non aveva altre possibilità per mangiare”.

Andrea Iannone
Andrea Iannone

Il rischio di creare un pericoloso precedente

Il caso Iannone, secondo l’avvocato, potrebbe rappresentare un pericoloso precedente non solo nel mondo del motociclismo, ma per tutto il mondo dello sport.

Se i valori fuori dalla norma registrati nelle analisi del pilota, infatti, fossero esclusivamente riconducibili all’alimentazione a disposizione, verrebbe meno la volontarietà del gesto. Di fatto il motociclista non aveva alcuna intenzione di doparsi e non aveva percezione di aver assunto cibi che avrebbero potuto in qualche modo contaminare i suoi esami.

Mancano i presupposti per imputare quindi a Iannone ogni tipo di violazione etica.

ultimo aggiornamento: 07-05-2020

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